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Investment Advisory

23.12.2019

Finanziari USA ai massimi storici

Ci sono voluti quasi tredici anni e un apprezzamento di oltre il 500%, ma il settore finanziario americano ha recuperato le perdite registrate durante la Grande Crisi Finanziaria del 2008.

​​Alcune fra le ultime vestigia della Grande Crisi Finanziaria si sono sgretolate sull’onda dell’ottimismo generato dal raggiungimento di un accordo commerciale fra Stati Uniti e Cina: il 12 dicembre 2019, l’indice S&P 500 – Financials ha registrato una chiusura superiore ai massimi del 20 febbraio 2007

Da quella data, in poco più di due anni, l’indice settoriale lasciò sul campo l’84% del proprio valore, una perdita superiore di oltre il 50% rispetto a quella subita dal mercato nel suo complesso. 

Molti fattori hanno contribuito a rendere lento e difficoltoso il recupero di banche, assicurazioni e società di servizi finanziari: l’inasprimento della regolamentazione, introdotto per limitare i margini di manovra degli operatori in termini di assunzione di rischi; il crollo dei tassi d’interesse, che ha compresso i margini generati attraverso l’attività bancaria tradizionale; le sfide provocate dal progresso tecnologico e da cambiamenti strutturali quali la crescita del passive-investing. Un percorso a ostacoli, lungo il quale il peso del settore bancario sull’economia e sul mercato è andato progressivamente calando: l’industria rappresenta oggi il 13% dell’indice S&P 500, a fronte di un picco del 22% raggiunto nel 2006. 

Il calo della profittabilità e l’aumento della competizione hanno portato a un drastico ridimensionamento del numero di intermediari finanziari: molte società hanno cessato la loro attività, mentre le altre hanno subito profonde trasformazioni. Eppure ristrutturazioni tempestive e un costante taglio dei costi hanno finalmente ripagato, permettendo al settore di recuperare i livelli di 12 anni fa. Tra l’altro, gli utili delle società finanziarie dovrebbero chiudere il 2019 con una crescita doppia di quella del mercato (3,4%) e la performance del settore da inizio anno è seconda solo a quella della tecnologia.

Interventi complessivamente meno incisivi e più dilatati nel tempo, uniti alla crisi del debito sovrano nel periodo 2010-2012 e una crescita economica strutturalmente più bassa, non hanno invece permesso un maggiore recupero per il settore finanziario europeo, che, a fronte di perdite analoghe a quelle sofferte negli Stati Uniti, rimane ancora molto lontano dai livelli pre-crisi.

Mercato azionario USA​
 
Fonte: elaborazione ANIMA su dati Bloomberg. D​ati al 20/12/2019 (Numeri indice, 31/12/2006 =100)​


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