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10.03.2022

Adattarsi alla forma

La situazione in Ucraina ha sparigliato le carte sui mercati finanziari, già chiamati alla prova di pandemia, inflazione e tassi. Il contesto attuale predilige una prudente osservazione, pronti a modificare il proprio punto di vista in base al mutamento del quadro. Bisognerà, quindi, impostare la propria strategia e osservare i segnali che arriveranno dall’esterno, pronti a cambiare stile, ma senza stravolgimenti.

Non c’è che dire: gli ultimi due anni non sono stati certo banali, sia dentro sia fuori i mercati finanziari. Dopo una pandemia, ecco una guerra, con l’Ucraina a ritrovarsi i riflettori del mondo puntati addosso. L’escalation delle tensioni fra Russia e Ucraina è stata repentina e inattesa e anche se uno scenario di confronto militare fra Russia e Nato resta poco probabile, va sottolineato come fare previsioni puntuali sull’evoluzione della crisi sia molto difficile.

Crescita. Alla luce degli obiettivi strategici di Putin e della strenua resistenza ucraina, il conflitto durerà probabilmente più a lungo di quanto inizialmente previsto. Questo contesto di incertezza sta generando un’impennata nel prezzo delle materie prime (energia, metalli industriali, prodotti agricoli) e avrà anche un impatto sulla fiducia di famiglie e imprese. Abbiamo pertanto rivisto al ribasso le nostre stime di crescita relative a Stati Uniti, Area Euro e Cina

Inflazione. L’impennata nei prezzi di molte materie prime seguente lo scoppio della guerra ci ha indotto a rivedere al rialzo le nostre stime di inflazione per il 2022, con un picco più alto rispetto a quello precedentemente immaginato e spostato in avanti nel tempo.

Politiche monetarie. È senza dubbio questo il tema più caldo e dibattuto fra investitori.  Per quanto riguarda la Federal Reserve e gli Stati Uniti, Jerome Powell ha spiegato che il conflitto in Ucraina è certamente da tenere monitorato, ma che il vero nemico delle banche centrali resta l’inflazione.

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