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Investment Advisory

Un altro mese positivo per le attività rischiose, con nuovi massimi storici per la borsa americana, che ha registrato il miglior mese di agosto dal 1986.

​​​Il mese di agosto si è caratterizzato per un sentiment costruttivo degli investitori, nonostante diversi elementi avrebbero potuto impattare negativamente: la dinamica di rallentamento dei consumi sia negli Stati Uniti che in Area Euro; il mancato accordo sul prossimo pacchetto di stimoli fiscali negli Stati Uniti; le tensioni tra USA e Cina riguardanti la cybersecurity e la situazione di Hong Kong. Hanno prevalso, al contrario, una serie di fattori ritenuti più importanti dagli investitori: l'abbondante liquidità immessa dalle banche centrali e le aspettative (poi realizzate) di revisione della cornice istituzionale da parte della Fed, che ha adottato una strategia di Average Inflation Targeting; i progressi sul fronte medico/scientifico nella lotta al Covid-19 ed in particolare gli incoraggianti risultati della sperimentazione dei vaccini; il calo dei contagi negli Stati Uniti; sempre in USA, i dati positivi riguardanti la fiducia delle imprese ed il settore edilizio; l'apparente allentamento delle tensioni tra USA e Cina nella parte finale del mese.

Il contesto di risk-on ha penalizzato le obbligazioni governative, in particolare quelle con scadenze medio-lunghe, trainate dal rialzo delle aspettative di inflazione. Il rendimento a scadenza del decennale americano è aumentato di 18 punti base a 0,70%, mentre quello del decennale tedesco di 13 punti base a -0,40%. Meno impattati i BTP, supportati dal restringimento dello spread soprattutto sulle scadenze medie e brevi.

Nonostante il rialzo dei rendimenti governativi, le obbligazioni societarie in euro hanno registrato performance positive, crescenti all'aumentare del profilo di rischio, grazie alla discesa degli spread. Il comparto Investment Grade (IG), che ha messo a segno un modesto rialzo, ha beneficiato degli acquisti della BCE, che secondo le stime saranno superiori al flusso di nuove emissioni fino a fine anno. Più marcato il calo degli spread nel comparto High Yield (HY), con le società che mediamente hanno riportato utili del secondo trimestre superiori alle attese, anche in alcuni settori particolarmente colpiti dalla pandemia (come quello automobilistico). Leggermente positivo il debito emergente in valuta forte: la discesa dello spread di 17 punti base​, anche se di minore entità rispetto ai mesi precedenti, ha più che compensato l'aumento dei tassi americani.



I mercati azionari hanno offerto le maggiori soddisfazioni nel corso del mese, con gli indici globali che non solo sono tornati in territorio positivo da inizio anno, ma hanno registrato nuovi massimi storici, insieme al mercato americano (l'indice S&P500, in particolare, ha chiuso il miglior mese di agosto dal 1986). Il rialzo è stato guidato dai settori della tecnologia e dei communication services, che pertanto hanno confermato la loro leadership; ma sono emersi anche tentativi di recupero dei settori più ciclici (industriali, consumi discrezionali, materie prime, energia) specialmente in Giappone ed Area Euro. Quest'ultima tuttavia è stata frenata dall'aumento dei contagi di Covid-19 e dal deludente flusso di dati macro riguardanti sia la fiducia delle imprese sia la dinamica dei consumi.


I mercati valutari sono stati caratterizzati ancora una volta da un apprezzamento generalizzato dell'euro, alimentato in particolare dalla debolezza del dollaro. La divisa americana è stata penalizzata dalle scelte della Fed, che aprono la strada ad una fase protratta di politiche ultra-accomodanti: il tasso di cambio con l'euro si è spinto più volte sopra 1,19, ai massimi da maggio 2018. In termini trade-weighetd (Indice DXY), il dollaro ha registrato un indebolimento per il quinto mese consecutivo.

Un altro mese positivo per tutte le materie prime. Il petrolio è stato supportato dal generale clima di risk-on e dalle aspettative di maggior equilibrio tra domanda e offerta. Andamento volatile per l'oro che dapprima ha toccato i massimi storici superando i 2000 dollari all'oncia, salvo poi ritracciare in scia al rialzo dei tassi americani ed al sentiment positivo degli investitori. 


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