Vai al contenuto principale

I mercati di luglio 2026

foto: Investment Advisory Investment Advisory

La rinnovata escalation delle tensioni fra USA e Iran e le pressioni al rialzo sui prezzi dell’energia che ne sono derivate hanno pesato sui mercati obbligazionari, con le scadenze lunghe più penalizzate in termini relativi per le incertezze sul cambio di regime in atto alla Fed. I mercati azionari hanno mantenuto il supporto della solidità dei fondamentali, ma la correzione sul comparto dell’AI si è estesa e la dispersione è aumentata ulteriormente



Durante il mese di luglio, si è registrata una nuova fase di escalation delle tensioni in Medio Oriente; la rivendicazione del controllo dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran ha portato al collasso della tregua siglata a giugno: gli Stati Uniti hanno condotto intensi bombardamenti su obiettivi militari nella repubblica islamica, e l'Iran a sua volta ha effettuato rappresaglie contro molti paesi dell'area. Sul finire del mese, le pressioni delle monarchie del Golfo per una de-escalation hanno persuaso l'Amministrazione Trump a evitare un ulteriore degenerazione della crisi con il coinvolgimento delle infrastrutture energetiche e civili, ma i progressi nelle trattative diplomatiche sono rimasti elusivi: sia il greggio che il gas naturale europeo hanno archiviato gli apprezzamenti mensili più robusti da marzo.


La recrudescenza dei timori di inflazione e le attese di inasprimento dell'approccio delle banche centrali hanno rinfocolato le pressioni al rialzo sui tassi, a dispetto della pubblicazione di report sui prezzi più deboli del previsto su entrambe le sponde dell'Atlantico. Le penalizzazioni maggiori sono state inflitte alle scadenze lunghe, complice l'incertezza sulle conseguenze del cambio di guardia alla guida della Fed: i rendimenti dei Treasury trentennali hanno registrato nuovi massimi dal 2007 a quota 5,27%, quelli dei Bund decennali un record dal 2011 a 3,21%. I governativi europei hanno subito perdite più importanti rispetto ai Treasury, senza distinzioni rilevanti fra paesi periferici e core, a causa della maggior vulnerabilità allo shock energetico, dell'aggressività della BCE e del carry inferiore. Le obbligazioni societarie, al contrario, hanno sofferto meno, grazie alla combinazione di duration più bassa e carry più alto, e al contributo di un pur modesto restringimento dei premi al rischio creditizio. 


Tabella: performance obbligazionarie governative e societarie a 1 mese, 1 anno e anno su anno, in valuta locale e in euro.


In ambito azionario, il tema dominante è stato la correzione sul comparto dell'AI: le preoccupazioni su valutazioni, redditività degli investimenti, concorrenza cinese e vincoli all'offerta hanno innescato massicce prese di profitto, in particolare sui semiconduttori (l'indice SOX della borsa di Philadelphia ha perso il 20,6%, peggior calo mensile dal 2008); tuttavia, i segnali costruttivi in arrivo dalla reporting season e la rotazione settoriale hanno limitato i margini di ribasso per gli indici aggregati: il 28 luglio l'S&P 500 equi-pesato ha addirittura segnato nuovi massimi storici. L'Europa ha offerto soddisfazioni maggiori rispetto agli USA grazie alla composizione settoriale favorevole, a un modesto miglioramento del momentum macro e al ridimensionamento del premio al rischio politico in UK dopo l'insediamento di Andy Burnham a Downing Street. I mercati emergenti, al contrario, hanno sofferto di più a causa della forte esposizione al comparto tecnologico e a una tornata di dati deboli in Cina, che ha pesato sui listini domestici. 


Tabella: rendimento dei titoli per regione su base mensile, annuale e anno su anno, in valuta locale e in euro.

In ambito valutario, il focus è stato sullo storico intervento congiunto fra Stati Uniti e Giappone – il primo dal 2011 - per sostenere una divisa nipponica che nei confronti del dollaro era scivolata ai minimi da quarant'anni. Dopo il meeting della Fed si sono intensificate le pressioni al ribasso anche sul dollaro, in considerazione della sorpresa dovish sui tassi e di una pur modesta riacutizzazione dei timori di debasement.


Materie prime in netto apprezzamento. I guadagni più significativi sono stati registrati nel comparto energetico, complice la rinnovata interdizione del traffico commerciale nello stretto di Hormuz, ma ci sono stati apprezzamenti robusti anche fra le commodity agricole, per i vincoli all'offerta di fertilizzanti e i timori di danni ai raccolti derivanti da El Niño. L'indebolimento del dollaro ha sostenuto i metalli industriali, mentre l'oro ha chiuso il mese quasi invariato. 


Tabella: andamento delle principali valute (dollaro, yen, sterlina) rispetto all’euro su base mensile e annuale dal 2026.


Tabella: variazioni percentuali recenti dei prezzi di petrolio WTI, rame e oro in valuta locale e in euro.



Scarica il pdf






Scelti per te