Una giornata storica per la sostenibilità. Anzi, due

Armando Carcaterra

Responsabile Investment Advisory & Support

23.04.2021

Una giornata storica per la sostenibilità. Anzi, due

Il 22 aprile si è celebrata la 51esima Giornata mondiale della Terra, iniziativa volta a sensibilizzare al rispetto dell'ambiente e in generale del nostro pianeta. Ma il 21 aprile è stata un'altra giornata storica per l'ambiente, in quanto il Consiglio e il Parlamento europeo hanno annunciato di aver raggiunto un accordo politico (provvisorio) per la riduzione dei gas serra almeno del 55% entro il 2030.

​​​​​​​​Il 22 aprile si è celebrata, per la cinquantunesima volta, la Giornata mondiale della Terra, una iniziativa pensata per sensibilizzare al rispetto dell'ambiente e in generale del nostro pianeta e che quest'anno ha avuto una risonanza particolarmente forte.


Un'altra giornata storica per l'ambiente, forse ancora più importante, è stata in realtà quella precedente, quando il Consiglio e il Parlamento europeo hanno annunciato di aver raggiunto un accordo politico (provvisorio) per la riduzione dei gas serra almeno del 55% entro il 2030.

In particolare, l'accordo “introduce nella legislazione l'obiettivo della neutralità climatica dell'UE per il 2050 e un obiettivo collettivo di riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra (emissioni al netto degli assorbimenti) pari ad almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990".


Il resto del mondo non è rimasto a guardare: Biden ha annunciato che gli USA taglieranno le emissioni di CO2 del 50-52% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005 (più alti di quelli del 1990), e altri Paesi hanno alzato i loro obiettivi di riduzione delle emissioni.

Non sono solo “buone intenzioni". Le grandi istituzioni sovra-governative, a partire dall'Onu e con l'Europa in testa, hanno messo da anni al centro dell'agenda la sostenibilità e compreso che la finanza può giocare un ruolo di primo piano verso il raggiungimento dei relativi obiettivi, che in ambito climatico sono tanto ambiziosi quanto, secondo il consenso scientifico, indispensabili.


Guardando all'Europa e al settore finanziario, la spinta regolamentare verso l'introduzione di criteri di sostenibilità negli investimenti è fortissima.

Il 10 marzo è entrato in vigore*​ il Regolamento UE 2019/2088, noto anche come Sustainable Finance Disclosure Regulation (o SFDR), che impone norme di trasparenza sui rischi di sostenibilità degli investimenti e sulla promozione dei fattori ESG nelle attività di investimento finanziario.


L'attenzione passa ora alla Tassonomia per la finanza sostenibile, che sarà introdotta a maggio 2021 e definirà nel dettaglio i criteri che le imprese dovranno rispettare per poter promuovere ed etichettare come “sostenibili", dal punto di vista della lotta al cambiamento climatico, gli investimenti. Il regolamento Ue sulla Tassonomia, approvato nel 2020, individua in particolare sei obiettivi, di cui due climatici (mitigazione del riscaldamento globale e adattamento alle sue conseguenze) e quattro più in generale ambientali e stabilisce che ogni attività economica che contribuisce al raggiungimento di uno di essi può essere classificata come sostenibile, se non danneggia significativamente nessuno degli altri obiettivi.


Parliamo dunque soprattutto di regolare come la sostenibilità viene comunicata, per evitare il rischio di greenwashing: cioè che le imprese e le organizzazioni offrano una immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell'impatto ambientale.

È comprensibile l'attenzione delle istituzioni per assicurare che l'etichetta di sostenibilità sia applicata in modo corretto: è proprio sul filo della comunicazione che cammina la fiducia degli investitori.



*Per la precisione, sono entrate in vigore le norme di primo livello. 

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