I mercati di agosto 2026
Uno fra i temi dominanti del mese di agosto è stato il rialzo dei rendimenti governativi, favorito dalla combinazione fra prezzi elevati delle materie prime energetiche, che hanno alimentato i timori di una recrudescenza delle pressioni inflazionistiche, e una revisione in senso restrittivo delle aspettative sulla politica monetaria della Fed, specialmente dopo l'intervento del nuovo Governatore Warsh a Jackson Hole.
Il flusso di dati macro ha offerto ulteriore linfa al movimento. Con riferimento alla crescita, la rilevazione preliminare dell'indice PMI composito dell'Area Euro ha toccato i massimi da nove mesi, mentre negli Stati Uniti ha raggiunto il livello più elevato degli ultimi quattro anni, attestandosi decisamente al di sopra della soglia di espansione. Contestualmente, il dato relativo al PCE di luglio (la misura di inflazione maggiormente attenzionata dalla Fed) ha sorpreso al rialzo nella componente headline, rinnovando l'attenzione degli investitori sui rischi legati al processo disinflazionistico. In questo contesto, l'annuncio a sorpresa da parte del Tesoro statunitense di un significativo incremento delle operazioni di riacquisto di Treasury a lunga scadenza, finalizzato a contenere le crescenti pressioni sul tratto lungo della curva, ha fornito un supporto solo temporaneo al comparto governativo.
L'intervento del Governatore Warsh a Jackson Hole ha ribadito i rischi sul fronte dell'inflazione, rafforzando le aspettative di un orientamento restrittivo della Fed: nonostante un flusso di dati sui prezzi che nel complesso ha mostrato segnali relativamente benigni nel corso dell'estate, Warsh ha infatti ribadito come il ritorno dell'inflazione verso il target del 2% non possa ancora essere considerato acquisito. Ne è quindi scaturita una significativa revisione al rialzo delle aspettative sui Fed funds, con il mercato che ha continuato ad attribuire una probabilità significativa a un ulteriore rialzo già nel meeting di settembre.
Le penalizzazioni più severe sono state inflitte alle scadenze lunghe: il rendimento del Treasury statunitense a 30 anni ha raggiunto il 5,31%, massimo dal 2007, quello del Bund trentennale il 3,81%, massimo dal 2011, e l'omologa scadenza giapponese ha toccato il 4,14%, il livello più elevato dall'introduzione del titolo nel 1999. I governativi europei hanno subito perdite più importanti rispetto ai Treasury statunitensi e senza distinzioni rilevanti tra Paesi core e periferici: il movimento è stato trainato dal rialzo della componente delle aspettative di inflazione, a causa della maggior vulnerabilità allo shock energetico. Performance miste per le obbligazioni societarie: negativo il comparto IG, mentre su quello più speculativo, il carry elevato, la compressione degli spread di credito e la duration ridotta hanno permesso di assorbire il rialzo dei rendimenti governativi.

Le tensioni sul comparto obbligazionario non hanno impedito alle attività rischiose di chiudere il mese in rialzo, con apprezzamenti diffusi in tutte le principali aree geografiche, grazie alla combinazione di dati positivi sulla crescita e una stagione delle trimestrali eccezionalmente brillante. Negli Stati Uniti, l'indice S&P500 ha chiuso in rialzo del 2,6% aggiornando i nuovi massimi storici, con una decisa sovraperformance del comparto tecnologico, beneficiario della solidità della reporting season e della persistente fiducia degli investitori nelle prospettive di crescita degli utili delle società legate all'IA. Deboli i listini dei Paesi Emergenti, con rilevanti differenze a livello geografico: il rinnovato entusiasmo degli investitori sulla tecnologia ha sostenuto il listino coreano, mentre la Cina è stata oggetto di prese di profitto. 
In ambito valutario, il dollaro si è indebolito contro le principali divise internazionali in scia a una modesta riacutizzazione dei timori di debasement dopo l'intervento del Tesoro sui buyback di Treasury. Sotto pressione anche lo Yen, che ha ceduto gran parte del recupero registrato dopo lo storico intervento congiunto fra Stati Uniti e Giappone del mese precedente, alimentato speculazioni su ulteriori mosse a sostegno della divisa nipponica da parte delle autorità.
Materie prime in apprezzamento generalizzato. La dinamica dei prezzi del petrolio è stata influenzata in modo determinante dagli sviluppi in Medio Oriente ma la variazione mensile è risultata modesta, mentre il gas naturale europeo ha archiviato un robusto apprezzamento a causa dei livelli depressi di stoccaggi e della forte concorrenza della domanda asiatica. Tra i metalli, l'oro si è apprezzato in scia all'incertezza geopolitica, alla debolezza del dollaro e alle preoccupazioni relative ai rischi di debasement.
