La view di Anima
Nel corso delle ultime settimane, gli investitori hanno dovuto fronteggiare un aumento dei rischi e della volatilità, sia sotto il profilo macro che micro.
Sul fronte macro, il focus è stato sugli sviluppi in Medio Oriente. L'inatteso riavvio delle ostilità fra USA e Iran e l'apertura di un nuovo fronte nel Mar Rosso con gli scontri fra Arabia Saudita e ribelli Houti filoiraniani hanno spinto le quotazioni del Brent fin sopra i 100 dollari al barile, rinfocolando i timori di uno shock stagflazionistico. Il movimento è parzialmente rientrato nelle ultime ore con l'avvio di una tregua informale finalizzata a offrire un'opportunità alla diplomazia (i colloqui, mediati dall'Oman, sarebbero incentrati sul tema della navigazione nello Stretto di Hormuz, tornata ad essere quasi completamente inibita); tuttavia, gli equilibri restano fragili e incerti, e la divergenza nell'andamento dei prezzi di petrolio e prodotti raffinati/gas naturale europeo evidenzia che in ogni caso il processo di aggiustamento dei mercati energetici non sarà omogeneo né lineare.
La rinnovata escalation delle tensioni geopolitiche ha provocato una revisione al rialzo delle attese di inasprimento monetario su scala globale, sia a breve che a medio termine, alimentata negli Stati Uniti dall'incertezza sulla funzione di reazione della Fed. È significativo che, a poche ore di distanza dal meeting di luglio, la curva di mercato monetario ancora sconti una probabilità di rialzo del 30% - un livello di incertezza molto elevato rispetto all'esperienza degli ultimi vent'anni (nell'era di Powell, eventuali dubbi venivano generalmente fugati mediante articoli di giornalisti ben informati pubblicati pochi giorni prima delle riunioni).
A livello micro, l'epicentro delle tensioni è rimasto il comparto dell'AI. Il flusso di notizie e la reporting season hanno intensificato le preoccupazioni degli investitori sui temi della monetizzazione e del finanziamento dell'ingente ciclo di capex degli hyperscalers - in un contesto di crescente ricorso al finanziamento con debito ed equity, deterioramento dei free cash flow e allargamento dei CDS - e delle minacce per i modelli di business e la redditività delle big tech derivanti dalla concorrenza cinese: da una parte, lo spettacolare debutto del produttore di memorie DRAM CXMT alla borsa di Shangai e il report di The Information secondo cui una società cinese avrebbe avviato la produzione di macchinari di scanner litografici DUV a immersione hanno rafforzato la consapevolezza che il paese è fortemente motivato a conseguire l'autonomia tecnologica; dall'altra parte, il rilascio di nuovi modelli avanzati di AI open-source - con un mix di prestazioni tecniche e costi di utilizzo estremamente competitivo - ha riacceso il dibattito sulla presunta superiorità dei modelli LLM sviluppati negli USA, rendendo ancor più complesso e mutevole il quadro di vincitori e vinti. Ne è derivata una violenta ondata di prese di profitto che ha colpito alcune aree del settore tecnologico - in particolare i semiconduttori, complici la portata del rally da inizio anno e gli squilibri in termini di flussi e posizionamento - e ha provocato uno spiccato aumento della dispersione a livello settoriale e infra-settoriale, pur senza far emergere una leadership sostenuta e protratta.
In questo contesto, con i principali indici non lontani dai massimi storici e la stagionalità sfavorevole, riteniamo che i rischi siano asimmetrici e manteniamo un orientamento tattico prudente sui mercati azionari. Peraltro, benchè la reporting season in corso continui a offrire segnali molto costruttivi sulla solidità dei fondamentali, il deterioramento delle guidance e l'accoglienza tiepida riservata anche a risultati eccellenti dimostrano che, dopo la pronunciata revisione al rialzo delle stime di crescita degli utili registrata negli ultimi mesi, i margini di ulteriori sorprese positive si erano significativamente ridotti. Nel complesso, manteniamo portafogli bilanciati e diversificati, concentrando il focus sullo stock picking; a titolo di esempio, sui fondi focalizzati sul mercato europeo si è preso parzialmente profitto sul comparto dei semicap equipment aumentando l'esposizione a banche e healthcare, in modo da beneficiare della prospettiva di ampliamento della partecipazione.
In ambito obbligazionario, la ripresa delle ostilità in Medio Oriente ha spinto i tassi nella fascia alta dei trading range delineati negli ultimi mesi e alimentato una sottoperformance dei Bund tedeschi, complice un modesto miglioramento del momentum macro. Il nostro orientamento non cambia: manteniamo un approccio costruttivo sui governativi in euro, in virtù del supporto offerto dalla combinazione di trend macro favorevoli, aspettative aggressive sulle scelte della BCE e valutazioni interessanti, mentre restiamo neutrali sui Treasury, per le incertezze derivanti dal cambio di regime in atto alla Fed.
La view su dollaro e yen si conferma neutrale.
View di Mercato, Comitato Investimenti del 22/7/2026

I giudizi espressi non rappresentano indirizzi assoluti di carattere allocativo, bensì un orientamento generale sull'ipotizzabile andamento delle diverse asset class