Utili societari, la bussola dei mercati azionari
La stagione delle trimestrali relativa al secondo trimestre, ormai alle battute conclusive, ha fornito indicazioni nel complesso costruttive, confermando la resilienza degli utili di fronte a un contesto macroeconomico e geopolitico complesso e incerto. La solidità dei risultati e la maggiore visibilità sulla capacità delle big tech di monetizzare gli ingenti investimenti legati all'intelligenza artificiale hanno permesso ai listini azionari di riprendere slancio dopo la correzione di inizio estate, concentrata soprattutto sul comparto tecnologico e sui semiconduttori.
Più in dettaglio, negli Stati Uniti, dove oltre il 90% delle società dell'S&P 500 ha già riportato, la crescita degli utili per azione è risultata prossima al 30% su base annua (escludendo i proventi straordinari realizzati da alcune large cap), ben al di sopra delle attese più ottimistiche e in aumento rispetto al primo trimestre; peraltro, le metriche sui livelli di ampiezza sono confortanti, e anche le guidance hanno registrato diffusi miglioramenti, con la quota di revisioni al rialzo delle stime ai massimi dal 2021.
La tecnologia ha offerto nuovamente un contributo decisivo, con una crescita degli utili del 72% trainata da semiconduttori e hyperscaler, questi ultimi sostenuti a loro volta dall'accelerazione dell'attività di cloud. Tuttavia, rispetto al recente passato, il contributo alla crescita si è progressivamente allargato anche ai settori più tradizionali: il comparto finanziario ha beneficiato della persistenza dei tassi su livelli elevati, energetici e materiali di base rispettivamente dell'aumento dei prezzi delle materie prime energetiche e di un miglioramento della domanda.
Il quadro appare costruttivo anche in Europa, con una crescita degli utili dello Stoxx 600 attesa intorno al 23%, in forte accelerazione rispetto ai trimestri precedenti e superiore alle previsioni iniziali. Come oltre Oceano, finanziari ed energia rappresentano i principali motori della crescita, ma il bilancio resta positivo anche al netto di questi settori. Più debole, invece, il contributo dei consumi discrezionali, in balia di un contesto ancora sfidante.
Nonostante le sorprese positive, la reazione dei mercati ai risultati è stata relativamente contenuta, specie negli Stati Uniti: diverse società che hanno ampiamente battuto le stime hanno registrato performance deludenti, in particolare nel comparto tecnologico, riflettendo aspettative elevate, un posizionamento degli investitori molto concentrato e l'attenzione spasmodica sull'attitudine degli ingenti investimenti in AI a tradursi in ricavi e margini sostenibili.
Se la reazione ai singoli risultati evidenzia un approccio selettivo e poco incline a premiare il semplice superamento delle attese, a livello aggregato emergono indicazioni più costruttive: nel mese di agosto, circa il 75% dei titoli dell'S&P 500 ha registrato una performance positiva, a fronte di un dato inferiore al 60% a luglio, e la combinazione tra crescita degli utili e revisioni positive delle stime ha contribuito a mantenere le valutazioni su livelli relativamente contenuti rispetto a quelli di inizio anno. In aggiunta, anche le società a media e piccola capitalizzazione hanno recuperato terreno, segnalando una rotazione più ampia rispetto al recente passato.
Una volta archiviati i risultati di Nvidia il 26 agosto, il focus degli investitori potrebbe progressivamente spostarsi verso le decisioni di politica monetaria e la dinamica dei rendimenti governativi, con i rischi derivanti dalla persistenza delle tensioni in Medio Oriente, mentre negli Stati Uniti si infiammerà il dibattito politico con l'avvicinarsi delle elezioni di medio termine.
Aspettative sulla crescita degli utili nel triennio 2025-2027

Dati aggiornati al 21 agosto 2026. Fonte: MSCI, IBES, Anima Research.