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Notizie ed eventi

06.08.2026

Venti ballerini

La crescita statunitense si mantiene solida ma senza surriscaldarsi, l’Area Euro esprime fondamentali deboli, mentre l’inflazione cala in entrambe le aree. Ci aspettiamo che la Fed prolunghi la pausa nel resto dell’anno, mentre non escludiamo un secondo rialzo da parte della BCE. In questo contesto, restiamo leggermente prudenti sull’azionario e costruttivi sui governativi europei

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Dopo mesi di performance positive sui principali mercati azionari, il quadro degli investimenti appare oggi più sfidante. La leadership settoriale cambia rapidamente (Grafico) – dai semiconduttori ai temi legati all'intelligenza artificiale e ai data center, dove l'attenzione si sta progressivamente spostando dalla crescita degli investimenti alla sostenibilità dei flussi di cassa – mentre gli equilibri geopolitici si confermano fragili e instabili.​


Grafico a barre orizzontali che confronta la performance da inizio anno (YTD) e da fine maggio di sei settori azionari.


A questa incertezza si aggiunge quella sulle politiche monetarie, influenzate da uno scenario in continua evoluzione. In questo contesto di “venti ballerini", i mercati faticano a trovare una direzione chiara e riteniamo quindi opportuno mantenere un approccio prudente sull'azionario. Sui mercati obbligazionari, restiamo costruttivi sui governativi europei, neutrali sui Treasury e prudenti sui corporate.


Sul fronte della crescita, negli Stati Uniti confermiamo l'attesa di una crescita prossima al potenziale per il resto dell'anno, senza evidenti rischi di surriscaldamento. I consumi si mantengono solidi, pur beneficiando in parte dell'effetto temporaneo dovuto ai Mondiali di calcio, mentre gli indicatori di fiducia continuano a delineare un quadro favorevole.


In Area Euro i fondamentali rimangono deboli. Il lieve miglioramento del quadro macro osservato nel secondo trimestre, favorito anche dal calo dei prezzi energetici, potrebbe, però, attenuarsi con il riaccendersi delle tensioni geopolitiche. In Germania, lo stimolo fiscale continua a sostenere la crescita, ma il suo impatto appare limitato.


Per quanto riguarda la dinamica dei prezzi, negli Stati Uniti, i dati di giugno rafforzano la nostra aspettativa di un ulteriore allentamento delle pressioni inflazionistiche core, nonostante il consenso non abbia ancora rivisto al ribasso le proprie stime. L'inflazione dei beni core è tornata su ritmi inferiori ai livelli pre-Liberation Day e pre-pandemia.


Euro, lo scenario resta coerente con un progressivo consolidamento del processo disinflazionistico. Le pressioni sui prezzi rimangono contenute sia nei beni sia nei servizi, senza evidenze di effetti persistenti derivanti dallo shock energetico.


In Cina, la crescita del secondo trimestre è rallentata a 4,3% su base annua, confermando la debolezza della domanda interna, pur a fronte della resilienza di esportazioni e manifattura high tech.


Sul fronte delle politiche monetarie, la Fed ha mantenuto i tassi invariati a luglio e pensiamo che prolunghi la pausa nel resto dell'anno, sostenuta da un'inflazione in graduale rallentamento e da una crescita solida ma equilibrata.


Anche la Banca centrale europea ha mantenuto i tassi fermi a luglio; un eventuale rialzo a settembre resta possibile, ma attribuiamo a questo scenario una probabilità del 50%, alla luce della debolezza della crescita e del progressivo raffreddamento dell'inflazione.


In Cina, confermiamo l'attesa di un ulteriore allentamento monetario nel corso del secondo semestre.




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