Elezioni di medio-termine, risultati e implicazioni
Martedì 3 novembre i cittadini americani si sono recati alle urne per eleggere tutti i 435 membri della Camera dei Rappresentanti e 35 membri su 100 del Senato. Una vittoria dei Democratici era ampiamente attesa alla Camera ed era considerata lo scenario più probabile anche al Senato, stando alle indicazioni di sondaggi e siti di scommesse. Tuttavia, in pochi si attendevano un'affermazione così netta: secondo i dati provvisori di Associated Press, i Democratici hanno conquistato 54 seggi contro 44 dei Repubblicani al Senato (2 sono ancora da assegnare) e 243 contro 147 alla Camera (45 sono ancora da assegnare), quindi avranno il controllo di entrambi i rami del Congresso. Da notare che il Texas non eleggeva un senatore democratico dal 1988 e il Kansas addirittura dal 1932; peraltro, il successo democratico si è esteso anche alle elezioni per i governatori e le assemblee statali.
Donald Trump ha accolto il verdetto del voto con toni sorprendentemente concilianti, complimentandosi con gli avversari e dichiarandosi pronto a collaborare, pur assicurando che farà ampio uso del potere di veto contro qualsiasi provvedimento del Congresso che non condividerà.
La nuova configurazione politica comporta di fatto uno stallo nell'attività legislativa (gridlock): l'amministrazione Trump non riuscirà più ad approvare disegni di legge, dato che occorre il consenso di entrambi i rami del Congresso, ma nemmeno potranno farlo i Democratici, che non dispongono della maggioranza qualificata necessaria per superare gli ostacoli procedurali al Senato (60 voti) e soprattutto il veto del Presidente (2/3 dei voti sia alla Camera che al Senato). Pertanto, ogni legge dovrà essere frutto di un compromesso fra Congresso e Casa Bianca.
Trump continuerà a esercitare i poteri esecutivi e manterrà ampi margini di manovra sui temi di politica estera, commercio e immigrazione. I Democratici, tuttavia, rafforzeranno il controllo del Congresso sul suo operato, con la definizione del calendario parlamentare, la guida delle commissioni di indagine e l'approvazione delle nomine; inoltre, guadagneranno leva negoziale sul fronte della politica fiscale, con il primo banco di prova rappresentato dal rifinanziamento del governo in scadenza a dicembre, e, nel corso del 2027, il raggiungimento del tetto del debito.
Nel complesso, riteniamo che le ripercussioni del voto per la politica fiscale e il quadro macro saranno relativamente limitate: i Democratici potrebbero cercare di ottenere variazioni o rinvii mirati dei tagli ai programmi di assistenza sociale e sanitaria deliberati nel 2025 o altre misure di sostegno alle fasce di reddito medio-basse, ma è improbabile che si registri un'espansione fiscale significativa, in un contesto di forte polarizzazione del confronto politico e livelli elevati di deficit, debito e costo del finanziamento.
Sul fronte geopolitico, in linea di principio il superamento della scadenza elettorale rimuove un ostacolo a nuove azioni militari contro l'Iran, ma in realtà il messaggio di forte disapprovazione del conflitto lanciato dagli elettori, formalmente recepito dall'Amministrazione Trump, ne riduce la probabilità; secondo indiscrezioni di stampa, il Presidente avrebbe valutato se rimuovere dall'incarico il Segretario alla Difesa Hegseth, fautore della linea dura nella guerra contro l'Iran.
Non dovrebbero esserci novità significative a livello della politica commerciale, in larga misura sotto il controllo dell'esecutivo: i rischi di un ulteriore inasprimento dopo la conclusione delle indagini ancora aperte permangono, ma il tema appare politicamente consunto.
Con riferimento all'Intelligenza Artificiale, nelle ultime settimane si sono intensificati i timori di inasprimento della regolamentazione e rallentamento del processo di costruzione delle infrastrutture in caso di vittoria dei Democratici, e la nomina di governatori democratici in tre Stati con forte presenza di data center (Texas, Ohio e Georgia) ha acuito le preoccupazioni. Tuttavia, riteniamo che la leadership tecnologica nel confronto strategico con la Cina sia troppo importante per lasciar spazio a iniziative che compromettano il ciclo di investimenti o lo sviluppo dei modelli avanzati: è più probabile che si registrino interventi a livello locale per porre vincoli più stringenti e rafforzare le tutele per le comunità, o una regolamentazione federale leggera focalizzata sulla sicurezza, che ha già un sostegno bipartisan.
L'esito del voto e la reazione misurata di Trump sono stati accolti favorevolmente dagli investitori: la rimozione di un fattore di incertezza, con lo scongiuramento di scenari estremi, e la crescente probabilità che il Presidente assuma un approccio più istituzionale hanno alimentato una compressione pronunciata dei premi al rischio in tutte le asset class; i benefici sono stati amplificati dal crollo del prezzo del petrolio, innescato dalla percezione di un ridimensionamento dei rischi di escalation militare in Medio Oriente. La sessione del 4 novembre si è chiusa con rendimenti governativi in netto calo e il maggior apprezzamento giornaliero per l'indice azionario globale MSCI ACWI da tre mesi, nonostante i comparti energia e AI siano stati colpiti da forti vendite.
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Il verdetto delle elezioni di mid-term

Fonte: elaborazione ANIMA su dati Associated Press (aggiornamento alle 12:15 del 5/11).