I mercati di ottobre 2023

Investment Advisory

09.11.2023

I mercati di ottobre 2023

L’escalation delle tensioni geopolitiche ha depresso il sentiment sulle attività rischiose, mentre le divergenze fra gli sviluppi macro lungo le due sponde dell’Atlantico hanno giustificato dinamiche opposte in ambito obbligazionario.

Il mese di ottobre è stato contraddistinto da un significativo aumento del rischio geopolitico con lo scoppio del conflitto israelo-palestinese: i timori di un allargamento delle ostilità ad altri attori hanno indotto gli investitori a mantenere un approccio generalmente cauto e aumentare selettivamente l'esposizione ai beni rifugio (i metalli preziosi sono stati l'asset class privilegiata, stante la minor sensibilità ai trend macro e di politica monetaria). Parallelamente, il flusso di dati ha continuato a certificare le profonde divergenze in atto fra le dinamiche macro lungo le due sponde dell'Atlantico: negli Stati Uniti le sorprese al rialzo hanno continuato ad accumularsi (nel mese di ottobre, il numero di nuovi posti di lavoro creati si è attestato sui livelli più alti da gennaio, mentre l'inflazione core ha registrato la variazione mensile più elevata da maggio), mentre in Area Euro il PIL relativo al terzo trimestre si è inaspettatamente contratto, e l'inflazione complessiva è scesa ai minimi degli ultimi due anni, a quota 2,9%.

In questo contesto, i titoli di Stato hanno registrato dinamiche divergenti: i rendimenti dei Treasury statunitensi a medio-lungo termine hanno subito significative pressioni al rialzo (il decennale si è addirittura temporaneamente spinto sopra quota 5%), mentre i tassi governativi europei sono scesi, in particolare sulle scadenze brevi, con conseguente irripidimento delle curve su entrambe le sponde dell'Atlantico. La conferma del rating da parte di S&P e DBRS e la mancata discussione di un'eventuale interruzione anticipata dei reinvestimenti del PEPP da parte della BCE hanno alimentato una pur modesta sovra-performance dei BTP rispetto ai governativi core. Le obbligazioni societarie hanno registrato un deciso allargamento degli spread, più evidente sul comparto speculativo; tuttavia, il calo dei rendimenti governativi ha consentito ai titoli IG in euro di archiviare il mese con una performance positiva.




La correzione in atto sui mercati azionari si è estesa: i rischi geopolitici, l'impennata dei tassi USA, i timori di rallentamento della crescita statunitense dopo il boom del terzo trimestre e alcune trimestrali miste hanno depresso il sentiment degli investitori; l'indice S&P 500 ha perso terreno per il terzo mese consecutivo, per la prima volta dall'esplosione della pandemia. La perdurante debolezza dei dati cinesi e l'aumento dell'avversione al rischio hanno alimentato una sotto-performance dei paesi emergenti rispetto a quelli sviluppati, mentre, fra questi ultimi, gli Stati Uniti hanno offerto ritorni superiori rispetto ad Area Euro e Giappone. Particolarmente penalizzati i settori ciclici e, tra i difensivi, i titoli del comparto farmaceutico, in virtù di temi idiosincratici.




I mercati valutari sono stati caratterizzati da un consolidamento del dollaro: il rapporto di cambio contro euro ha oscillato tra i minimi dell'anno, sotto area 1.05, e 1.07, attestandosi a 1.0575 in chiusura del periodo di riferimento. Deboli lo yen, che non ha beneficiato del clima di risk-off a causa del mantenimento di un approccio ultra-accomodante da parte della Bank of Japan, e gran parte delle divise dei paesi emergenti.

 

Materie prim​e miste. Nonostante le tensioni in Medio Oriente, i segnali di debolezza della domanda hanno penalizzato il petrolio, mentre le quotazioni del gas naturale TTF sono salite in misura significativa a causa di problematiche dal lato dell'offerta. Sotto pressione i metalli industriali, in particolare il rame, sulla scia delle incessanti criticità del settore immobiliare cinese, mentre la domanda di beni rifugio ha offerto supporto ai preziosi: l'oro ha registrato un apprezzamento mensile di quasi l'8%, il maggiore dalla crisi delle banche regionali statunitensi di marzo.





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