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09.02.2023

La giusta prospettiva

L’anno si apre con alcune novità positive, dal reopening in Cina ai dati più forti del previsto sulla crescita in Europa e USA, che hanno riportato fiducia fra gli investitori. Torniamo tatticamente neutrali sull’azionario, senza dimenticare che le Banche centrali restano determinate a combattere un’inflazione ancora alta e che l’arrivo della recessione è solo rinviato. Nei bond vediamo valore a medio termine ma nell’immediato consigliamo cautela



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Ogni rappresentazione può essere più o meno giusta, a seconda del punto di vista dell'osservatore: si tratta di una questione di prospettiva. Allo stesso modo, la medesima situazione sui mercati finanziari può essere affrontata in modi differenti a seconda che si adotti un'ottica tattica o strategica, come ci insegna la congiuntura attuale. Dal punto vista dell'attività economica, continuiamo ad attenderci una recessione breve e di lieve entità sia negli USA che in Area Euro, ma i buoni dati macro recentemente pubblicati ci inducono a stimare che in entrambe le aree la fase di contrazione inizierà non prima del secondo trimestre. In Cina, invece, l'accelerazione delle riaperture post-Covid apre la strada a  un rafforzamento della crescita. L'inflazione, benché in calo, è ancora alta e tanto la Federal Reserve quanto la Banca centrale europea manterranno alta la guardia, a differenza della Banca Popolare Cinese, che resterà lievemente accomodante almeno per tutto il primo semestre. In questo contesto abbiamo ritenuto opportuno riportare tatticamente alla neutralità la view sull'azionario, almeno fino a quando non si materializzeranno maggiori evidenze di un deterioramento del quadro macro/ fondamentale. Sui mercati dei bond, invece, restiamo costruttivi sul lungo periodo ma nel breve termine consigliamo un approccio prudente, esprimendo una preferenza per i Treasury rispetto ai governativi dell'Area Euro e per l'investment grade rispetto agli high yield.

 

Crescita. Restiamo convinti che Stati Uniti e Area Euro attraverseranno una fase di recessione nel 2023, breve e di lieve entità, anche se in Area Euro l'attività economica potrebbe iniziare a contrarsi più tardi di quanto previsto in precedenza. In Cina invece, il reopening dovrebbe portare la crescita sopra il potenziale. Negli USA, la solidità della domanda interna, la fiducia dei consumatori, la solidità della spesa per beni e servizi e i buoni dati del mercato del lavoro supportano l'idea che la recessione possa arrivare “in ritardo". Se dalle rilevazioni di gennaio dovessero arrivare conferme sull'andamento positivo della crescita, l'inizio della recessione potrebbe essere posticipato nel nostro scenario base dal secondo al terzo trimestreIn Area Euro l'economia si dimostra resiliente e ci aspettiamo che la recessione non inizi prima del secondo trimestre del 2023.

 

Inflazione. Gli ultimi dati confermano che il picco è stato ormai raggiunto sia negli USA che in Area Euro,almeno per quanto riguarda l'inflazione headline. Nel 2023 ci aspettiamo diffuse pressioni al ribasso, seppure con ritmi diversi: l'inflazione dovrebbe calare da 8% a 3,2% in America e da 8,4% a 5,1% nel Vecchio Continente. A livello core, e soprattutto per quanto riguarda i servizi, le pressioni inflazionistiche restano però più resistenti, anche se nei prossimi mesi ci aspettiamo un allentamento, più rapido negli USA che in Area Euro. In Cina, la dinamica dei prezzi sarà alimentata dal processo di riapertura dopo la fine della Zero-Covid policy. 




Banche centrali.

Le Banche centrali hanno confermato l'intenzione di non abbassare la guardia nella lotta contro l'inflazione, pur riconoscendo che le pressioni a livello headline hanno iniziato ad allentarsi.


Negli Stati Uniti, la solidità dei dati su crescita economica e mercato del lavoro, oltre alla tenuta delle componenti dell'inflazione monitorate dalla Fed, ci inducono a mantenere le previsioni per un terminal rate a 5 - 5,25%, con aumenti di 25 punti base sia nel meeting di marzo che in quello di maggio. Ad oggi ci attendiamo che il pivot della politica americana possa avvenire alla fine del secondo trimestre, e apra le porte a un approccio meno aggressivo, che potrebbe culminare con un taglio di 25 punti base a dicembre. Tuttavia, se l'attività economica si confermerà così resiliente e continuerà a sorprendere al rialzo, il pivot potrebbe anche essere posticipato.


In Area Euro l'aumento di 50 punti base di febbraio dovrebbe essere seguito da un intervento analogo a marzo, mentre la portata dell'aumento di maggio sarà modulata in funzione del flusso di dati. Poiché i dati sulla crescita continuano a sorprendere al rialzo, l'inflazione core non accenna a diminuire e il mercato del lavoro resta molto tonico, riteniamo probabile che il picco del ciclo restrittivo sarà raggiunto in area 3,75%-4%.


La Banca Popolare Cinese dovrebbe mantenere un approccio lievemente accomodante nei primi sei mesi dell'anno, e iniziare a normalizzare la politica monetaria, assumendo una posizione più neutrale, nel secondo semestre.

 

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