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09.03.2021

Mercati azionari: contesto costruttivo ma più volatile - ANIMA Flash

La conferma di una view positiva sugli attivi rischiosi resta giustificata dal supporto di politiche monetarie e fiscali ancora accomodanti, dall’avanzamento delle campagne vaccinali e dalla prospettiva di una significativa accelerazione della ripresa. Fasi di consolidamento e prese di profitto non si possono però escludere e la recente risalita dei tassi ha provocato un aumento della volatilità.

​Se il controllo della pandemia resta ancora un obiettivo, a causa della diffusione delle nuove varianti del virus, sul fronte della crescita globale sono arrivate nuove conferme. Lo scenario macro per il team Investment Research & Advisory di ANIMA non ha subito variazioni sostanziali rispetto a inizio anno: i dati pubblicati confermano il rallentamento previsto per il primo trimestre, ma ci si aspetta un rimbalzo vigoroso nel secondo (si veda il Grafico 1) e anche prima negli Stati Uniti, grazie agli stimoli fiscali approvati a fine dicembre. Il contesto resta dunque favorevole per le attività rischiose ed eventuali correzioni innescate dal flusso di dati macro potrebbero offrire opportunità di acquisto. 


Per quanto riguarda il tema inflazione, oggi da monitorare con molta attenzione, i dati più recenti hanno mostrato la volatilità largamente anticipata, specie in Europa, ma le pressioni sottostanti restano contenute e l'aggiustamento sul mercato del lavoro è lontano dall'essere concluso, ragione per cui riteniamo che non dovrebbe esserci alcuna risposta da parte delle Banche Centrali. Considerando più in dettaglio lo scenario macro globale, la flessione negli indici PMI testimonia il rallentamento in atto, concentrato in Area Euro. La pandemia non ancora sotto controllo deprime la fiducia, ma le prospettive per la crescita globale restano costruttive e ci aspettiamo che il PIL reale globale chiuda l'anno in crescita del 6%, con il contributo determinante di Cina e Stati Uniti e più debolezza in Area Euro. La ripresa sarà guidata dall'aumento dall'accelerazione dell'attività economica nel settore dei servizi, dove la capacità produttiva è ancora significativamente sotto-utilizzata e le campagne vaccinali offriranno sostegno lungo il percorso verso la normalizzazione. 


Le nostre previsioni sulla dinamica del PIL nel 2021 sono in linea con il consenso per la Cina (+8% nel 2021), più ottimiste per gli Stati Uniti (+6%) e più caute per l'Area Euro (+3%). Indicazioni positive arrivano anche dall'analisi dei risultati societari, in quanto la stagione di pubblicazione delle trimestrali relative al quarto trimestre del 2020 è ormai avanzata e quasi l'80% delle società americane ed europee ha battuto le stime degli analisti, con ampio margine (nel caso deli Stati Uniti, gli utili sono cresciuti del 6% su base annua, a fronte di attese di un calo del 12%).


In merito alla pandemia, la diffusione delle nuove varianti preoccupa i Governi europei che mantengono la linea della massima cautela e prudenza nell'adozione delle misure restrittive, ma le campagne vaccinali proseguono e un cambio di passo sembra all'orizzonte anche in Europa, grazie alla sottoscrizione di nuovi accordi di fornitura e all'aumento della produzione locale. Inoltre, le analisi preliminari condotte nei paesi che hanno già immunizzato una parte importante della popolazione, come Gran Bretagna e Israele, mostrano indicazioni incoraggianti sulla lotta al virus. Sul fronte vaccini, variabile cruciale per l'outlook di breve e medio termine, il nostro scenario base è che l'85% della popolazione venga vaccinato entro il quarto trimestre (percentuale superiore a quella inizialmente stimata per la maggiore contagiosità delle nuove varianti). Se la somministrazione dei vaccini dovesse continuare al ritmo delle ultime settimane, gli Stati Uniti raggiungerebbero l'obiettivo a fine anno, il Regno Unito molto prima (agosto), mentre Cina e Area Euro appaiono decisamente in ritardo.


In questo contesto, l'orientamento sui mercati azionari resta costruttivo. I temi dominanti sono quelli delle riaperture, dello stimolo fiscale negli USA e dell'aumento delle pressioni su inflazione e tassi; di qui una preferenza per i comparti ciclici (materiali di base, consumi discrezionali, finanziari in Europa e industriali sui fondi globali), seppur associata a un sovrappeso sui settori agganciati a trend di crescita strutturale. L'esposizione a Italia e Regno Unito è stata aumentata, visto il posizionamento sbilanciato degli investitori e il ​supporto offerto da fattori idiosincratici: il successo delle campagne vaccinali in Gran Bretagna e la svolta politica domestica, con l'ex Presidente della BCE, Mario Draghi, alla guida di un governo di unità nazionale. 






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