Fiducia delle imprese americane a livello record

Investment Advisory

16.04.2021

Fiducia delle imprese americane a livello record

I dati pubblicati confermano la nostra aspettativa di una robusta accelerazione della crescita statunitense dal secondo trimestre.

​​​Ogni mese l'Institute for Supply Management effettua un'indagine fra i responsabili degli acquisti delle imprese statunitensi, chiedendo informazioni circa l'andamento delle aziende su diversi fronti (fra le componenti monitorate, nuovi ordini, produzione, occupazione, tempi di consegna e scorte di magazzino). Gli indici statistici elaborati sulla base dei dati raccolti sono seguiti con grande attenzione da analisti e investitori, perché offrono una fotografia attendibile e tempestiva della congiuntura economica; in particolare, valori superiori a 50 segnalano una fase di espansione, mentre dati inferiori a 50 indicano contrazione.



L'indice ISM  per il settore manifatturiero (si veda il grafico sotto) relativo al mese di marzo ha registrato un forte aumento, raggiungendo a quota 64,7 il livello più alto dal 1983. Tutte le componenti hanno offerto un contributo positivo, e 17 industrie su 18 hanno riportato un'accelerazione sostenuta dell'attività; ottimisti anche i giudizi qualitativi e la valutazione delle prospettive future, anche se diverse imprese hanno lamentato criticità nell'approvvigionamento di componentistica e materiali, un aumento dei prezzi alla produzione e l'allungamento dei tempi di consegna.




​Fiducia delle imprese negli Stati Uniti – Settore manifatturiero


Fonte: elaborazione ANIMA su dati Bloomberg​



Altrettanto incoraggianti sono le evidenze fornite dall'indice ISM relativo al settore dei servizi, schizzato ai livelli più alti da quanto l'indagine esiste (luglio 1997). Il dato, (63,7 a marzo, a fronte di una lettura di 55,3 in febbraio) è stato non solo molto più alto del previsto, ma addirittura superiore a tutte le stime formulate dagli economisti riportate da Bloomberg. Anche in questo caso, il messaggio di solidità si accentua considerando che tutti i 18 settori monitorati sono in espansione e che le due componenti con maggiore valenza previsionale (nuovi ordini e attività commerciale) hanno registrato i guadagni più importanti. I direttori degli acquisti hanno sottolineato che il progressivo allentamento delle misure di contenimento dei contagi sta liberando la domanda repressa durante la pandemia e si attendono che la diffusione dei vaccini alimenti una prosecuzione della fase positiva.



I dati pubblicati confermano la nostra aspettativa di una robusta accelerazione della crescita americana dal secondo trimestre. La ripresa sarà guidata dal settore dei servizi, dove la strada da percorrere verso la normalizzazione dell'attività economica è ancora lunga e la capacità produttiva è significativamente sotto-utilizzata. Gli sviluppi resteranno però costruttivi anche nel comparto manifatturiero, cruciale per il recupero della crescita fin dall'estate del 2020: il gap fra i sotto-indici relativi a nuovi ordini e scorte è particolarmente ampio e lascia presagire il mantenimento di un momentum positivo.



Altri spunti interessanti emergono confrontando la dinamica delle indagini di fiducia delle imprese nelle diverse aree geografiche. Prendendo come riferimento dati omogenei quali gli indici PMI elaborati dall'Istituto IHS-Markit, si osserva che nel mese di marzo la serie relativa al settore manifatturiero globale ha registrato i massimi da febbraio 2006 (quando ha iniziato ad essere calcolata) e in molti paesi sono stati toccati livelli record (massimi storici in Area Euro, Canada e Indonesia; massimi da oltre dieci anni in UK, Taiwan e Corea). I dati relativi al settore dei servizi, invece, continuano a segnalare una divergenza marcata, che riflette in primis l'andamento dell'epidemia e l'orientamento delle autorità in tema di misure di contenimento: l'indice relativo agli Stati Uniti si trova a 60,4, mentre quelli relativi ad Area Euro e Giappone sono ancora sotto quota 50, in area di contrazione. Ci aspettiamo che il gap possa ridimensionarsi nella seconda parte dell'anno, quando l'avanzamento delle campagne vaccinali e l'annesso allentamento delle restrizioni alimenteranno una ripresa più vigorosa anche nei paesi sviluppati meno efficienti nella gestione dei vaccini; per gran parte dei paesi emergenti, probabilmente, i tempi saranno ancora più lunghi. 





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