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Speciale TFR

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​Il regime di tassazione del trattamento di fine rapporto (TFR) muta a seconda che il dipendente decida di mantenerlo in azienda o piuttosto di destinarlo alla previdenza complementare:

  • nel primo caso il TFR è tassato in via separata ovvero, con l’applicazione dell’aliquota media di tassazione calcolata sugli ultimi 5 anni di reddito del lavoratore e, dunque, visti gli attuali scaglioni Irpef di tassazione dei redditi, l’aliquota applicata al TFR lasciato in azienda non potrà mai essere inferiore al 23%, ovvero all’aliquota minima Irpef oggi prevista in Italia, a cui vanno aggiunte le addizionali regionali e provinciali, laddove previste;
  • nel secondo caso, in fase di liquidazione della prestazione, il TFR è assoggettato ad una ritenuta alla fonte a titolo definitivo nella misura del 15%, che si riduce di 0,30% per ogni anno di partecipazione successivo al quindicesimo. La misura massima della riduzione è pari dunque al 6% per cui, in ogni caso, dopo 35 anni di partecipazione, si applica l’aliquota del 9% (se l’aderente, avendone i requisiti, richiede il riscatto della posizione in forma di capitale, o l’anticipazione per acquisto e ristrutturazione della prima casa o per altre esigenze del lavoratore, l’aliquota applicata è pari al 23%).

In funzione di quanto sopra specificato, da un punto di vista fiscale risulta senza dubbio più favorevole per il dipendente conferire il Tfr ad un fondo pensione.

Anticipazioni – Meglio se erogate dal fondo pensione  o dall’azienda?

Dal 1° gennaio 2007, con la riforma della previdenza complementare, il lavoratore è libero di versare il proprio TFR ad Arti & Mestieri, anche nei settori già coperti da un fondo pensione negoziale o di categoria.

​L'anticipazioneTFR in azienda​TFR nel fondo pensione​
​Quando può essere richiesta​Dopo almeno 8 anni di servizio presso la stessa azienda ​Dipende dalla causale. Per Spese sanitarie in qualsiasi momento; per tutte le altre cause dopo 8 anni di partecipazione alla previdenza complementare*.
​Per quali motivi può essere richiesta
  • ​Spese sanitarie
  • Acquisto della prima casa per se o per i propri figli
  • Spese per la ristrutturazione della prima casa per se o per i propri figli (anche in affitto)
  • Congedo familiare
  • Congedo per formazione
  • Congedo per formazione continua​
  • ​Spese sanitarie;
  • Acquisto della prima casa per se o per i propri figli
  • Spese per la ristrutturazione della prima casa per se o per i propri figli
  • Ulteriori esigenze (non è richiesta alcuna specifica)​
​Quanto può essere richiesto​L’ammontare non deve eccedere il 70% del TFR accantonato ​Per tutte le causali può essere richiesto il 75% della posizione accumulata (TFR + eventuali contributi + rendimenti realizzati) tranne che per la causale “ulteriori esigenze” dove il limite è pari al 30% della posizione individuale.
​​Quante volte può essere richiesta​Può essere ottenuto una sola volta nel corso del rapporto di lavoro​​​Può essere ottenuta più volte
​Limiti/vincoli per la richiesta ​​Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10% degli aventi titolo, e comunque del 14% del numero totale dei dipendenti​Non vi sono limiti alle richieste, purché queste siano conformi a quanto previsto dalla normativa in termini di tempo e causali​

 

* anche in caso di cambiamento dell’attività lavorativa, l’aderente mantiene quindi l’anzianità maturata fino a quel momento nel fondo.

Aspetti fiscali
Limitatamente alle anticipazioni, il sistema di previdenza complementare prevede diversi regimi in funzione della causa per cui si richiede. Le anticipazioni percepite per sostenere spese sanitarie e le somme percepite a titolo di riscatto in caso di inoccupazione (per un periodo di almeno 12 mesi), mobilità, cassa integrazione guadagni, invalidità permanente (che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo) e decesso, sono soggette ad una ritenuta alla fonte a titolo di imposta nella misura del 15%, che si riduce di 0,30% per ogni anno di partecipazione successivo al quindicesimo. La misura massima della riduzione è pari al 6% per cui, in ogni caso, dopo 35 anni di partecipazione si applica l’aliquota del 9%.
Le anticipazioni percepite per altri motivi (acquisto e ristrutturazione della prima casa, per altre esigenze del lavoratore), sono invece soggette ad una ritenuta alla fonte a titolo di imposta nella misura fissa del 23%.
In tutti i casi, nella determinazione dell’anzianità necessaria per usufruire della riduzione percentuale dello 0,30%, si terrà conto degli anni di partecipazione alle forme di previdenza complementare che non siano stati riscattati fino ad un massimo di 15 anni per coloro che alla data del 01.01.2007 avevano più di 15 anni di partecipazione alla previdenza complementare.

Per approfondimenti apri il "Documento sulle anticipazioni".
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