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Obiettivo pensione

​Consigli per un corretto investimento.

L’obiettivo dichiarato della previdenza complementare è quello di ottenere all’età del pensionamento un capitale che possa essere convertito in una rendita integrativa delle prestazioni pensionistiche pubbliche, al fine di conservare un tenore di vita adeguato e in linea con quello degli ultimi anni di esercizio dell’attività lavorativa.

Tanto maggiore è il capitale accumulato, tanto più alta sarà la rendita erogata dal fondo pensione.

Le variabili che possono incidere sulla costruzione di un capitale a scadenza sono cinque:

1 - I versamenti dell’aderente

Nei casi di adesione individuale sono ad esclusivo carico dell’iscritto. La frequenza e l’importo dei versamenti sono liberamente definiti dall’aderente, e risultano da questi liberamente modificabili, senza alcun aggravio di costi.

Nei casi di adesione collettiva la contribuzione è normalmente suddivisa nelle seguenti tre forme:

  1. contributo a carico dell’iscritto;

  2. contributo a carico del datore di lavoro;

  3. quota di Tfr (si tratta degli accontonamenti maturandi dalla data di adesione, mentre lo stock accumulato fino ad allora resta accantonato presso l’azienda).

Le contribuzioni avvengono tipicamente su base mensile o trimestrale e sono definite in % sulla retribuzione utile ai fini del calcolo del Tfr, nel rispetto di quanto stabilito dai contratti o accordi collettivi anche aziendali.

2 - La struttura commissionale del prodotto

 Tanto più elevata è la struttura commissionale, tanto più risultano penalizzate le somme effettivamente investite (verso 100 euro ma ne vengono investiti meno) o i rendimenti maturati (il rendimento viene calcolato al netto della commissione di gestione) o il capitale accumulato (incidenza delle spese di adesione e di quelle da sostenere durante la fase di accumulo nonché di quelle per l’esercizio delle prerogative individuali: riallocazione della posizione individuale, trasferimento, riscatto o anticipazione).

Per approfondimenti si veda la pagina “I costi”.

3 - I rendimenti ottenuti dalla gestione finanziaria

Le stesse considerazioni che spingono a prestare molta attenzione ai costi suggeriscono anche di non trascurare la qualità del gestore cui si affidano i propri risparmi. Un bravo gestore può infatti fare la differenza. Se si analizza l’evoluzione nel tempo del montante di un investimento di 2.500 euro all’anno, con tre diverse ipotesi di rendimento (3%, 5% o 7 %), si scopre che dopo 30 anni, a parità di capitale investito (2.500 € x 30 anni = 75.000 €), si potrà ottenere un capitale rispettivamente di 122 mila, 174 mila e 253 mila euro (l’incremento percentuale è rispettivamente pari al 42% e al 106%) per il solo effetto della capitalizzazione dei rendimenti finanziari (e dunque senza che siano considerati gli ulteriori effetti moltiplicativi della capitalizzazione del risparmio fiscale).

Nella scelta dei gestori ciò che conta non sono le performance di breve periodo ma il track record, cioè i risultati (rappresentati sia dai rendimenti conseguiti che dai rischi sostenuti per ottenerli) conseguiti su un orizzonte temporale lungo e in contesti di mercato differenti.

Una gestione che fa la differenza

 Scegliere Arti & Mestieri significa affidare i propri risparmi previdenziali ad una società di gestione con un solido track record di lungo periodo. Anima si è infatti affermata negli anni per la competenza e l’affidabilità del suo team di gestione, per la qualità dei suoi fondi e per l’eccellenza dei suoi risultati.

l team di gestione di Anima unisce uno stile di gestione attivo ad una strategia orientata al valore: un binomio che punta ad individuare le migliore opportunità sui mercati finanziari di tutto il mondo, che sa andare controcorrente, anticipare le tendenze future e ottimizzare il rapporto tra rendimenti e rischi potenziali.

Ricercare il prodotto migliore, affidarsi al miglior gestore senza trascurare l’impatto di costi ed oneri accessori è cosa saggia e giusta. Tuttavia, accanto ai tradizionali meriti e demeriti del gestore finanziario, alla bontà e convenienza del prodotto scelto o consigliato, il buon esito di qualsiasi investimento (misurato dalla crescita nel tempo del capitale investito), fondi pensione inclusi, e la soddisfazione finale del risparmiatore dipende pur sempre in maniera significativa dalla sua condotta.

Scelte consapevoli e metodo di investimento applicato in maniera coerente

Innanzitutto alcune considerazioni preliminari:

  • il valore degli investimenti azionari e obbligazionari non sale sempre, né scende sempre, ma ha piuttosto un movimento oscillante
  • il vantaggio fiscale è invece certo ogni anno, tutti gli anni, e aumenta al crescere del reddito del contribuente (la deduzione dalla base imponibile determina un rendimento implicito certo e totalmente decorrelato dall’andamento dei mercati azionari e obbligazionari)
  • l’investimento nel fondo pensione non è, né deve essere un investimento di tipo speculativo: quel che conta non è avere una performance eccezionale nel singolo anno di partecipazione, ma piuttosto un capitale significativo alla fine del piano e, per raggiungere questo obiettivo, l’aderente può ottenere un significativo contributo dallo Stato sia in termini economici che psicologici
  • la performance complessiva di un investimento di tipo previdenziale non si compone solo di rendimento finanziario, ma deve tener conto di una componente di rendimento implicito derivante dal “recupero  fiscale”
  • la forma di investimento più adeguata al risparmio di tipo previdenziale è dunque il piano di accumulo

Il gestore è chiamato a fare la sua parte ma anche l’aderente deve prestare attenzione alle scelte che lo attendono, a cominciare dalla scelta del comparto o dei comparti di investimento (Arti & Mestieri ti offre la possibilità di partecipare contemporaneamente a due comparti): quanto più lontano è il momento della pensione, tanto più l’investimento azionario può esprimere tutte le sue potenzialità di crescita e sviluppo del capitale accumulato; quanto più l’aderente è vicino al pensionamento, tanto più i comparti che proteggono il capitale rappresentano la scelta vincente.   

Con il passare del tempo, l'aderente può passare da un comparto all'altro attraverso semplici operazioni di switch, rimanendo così sempre allineato alle proprie esigenze di investimento.

Nasce il comparto su misura per te: il vantaggio di poter consolidare nel tempo i propri risparmi

Oltre alla possibilità di scegliere uno tra i comparti sopra descritti, Arti & Mestieri ti offre la possibilità di partecipare contemporaneamente a due comparti di investimento, personalizzando il tuo investimento in base alle tue esigenze o alla tua propensione al rischio. Le combinazioni sono infinite (ben più dei 5 comparti proposti).

Puoi infatti riallocare su due comparti:

  • quanto hai maturato nel fondo ad una certa data,
  • i soli flussi di contribuzione futura;
  • o entrambe le componenti.

Se hai già sottoscritto un altro fondo pensione da almeno due anni, puoi comunque in ogni momento trasferire la tua posizione previdenziale ad Arti & Mestieri. Ricordati però, se non sei già cliente, che devi prima sottoscrivere il modulo di adesione.

Arti & Mestieri è strutturato in 5 comparti di investimento, a crescente profilo di rischio e potenziale di rivalutazione. Per apprezzarne le caratteristiche e valutarne i rendimenti, vai alla sezione dedicata ai comparti di investimento cliccando sul comparto che ti interessa.

Se vuoi scoprire tutti i vantaggi e le caratteristiche delle opzioni di riallocazione clicca qui.

Investire in modo graduale ma costante, non interrompere il flusso delle contribuzioni anche nelle fasi più difficili dei mercati, aumentando al contrario, ove possibile, i versamenti al fondo, sfruttare appieno il beneficio fiscale, che rappresenta pur sempre l’elemento distintivo per eccellenza del risparmio previdenziale.


4 - La variabile temporale

Tempestività e costanza nell’esecuzione dei versamenti possono meglio garantire il raggiungimento dell’obiettivo finale: la costruzione di un capitale a scadenza significativo.

La decisione di ritardare la partecipazione ad un programma risparmio previdenziale può avere pesanti ripercussioni in termini di minore rendita a scadenza o in termini di maggiore onerosità dei versamenti necessari a mantenere lo stesso livello della rendita, così come può essere penalizzante sospendere i versamenti. Ad esempio un ritardo di soli due anni nell'adesione ad un fondo pensione aperto riduce l'ammontare della rendita a scadenza di circa il 16-19% (sulla base delle seguenti ipotesi: raggiungimento dell'età pensionabile tra 20 anni e rendimento dell'investimento del 4-6% annuo).

È possibile osservare la questione anche da un altro punto di vista, ovvero valutando quanto reddito è necessario destinare alla previdenza integrativa per ottenere un dato tasso di sostituzione (rapporto pensione/ultimo reddito da lavoro percepito). Ebbene, per ottenere un’integrazione del reddito, diciamo del 30% al momento della pensione, è necessario investire nella previdenza integrativa il 5,4% del proprio reddito annuo, se si comincia a farlo a 35 anni, ma se si comincia dieci anni più tardi, a 45 anni, occorrerà versare quasi tre volte tanto: il 13,8%.

5 - La variabile fiscale​

Il risparmio di tipo previdenziale, in ragione della sua stessa natura e degli obiettivi che si propone di ottenere, gode di alcuni significativi vantaggi fiscali che si traducono in una maggiore capacità di accumulazione e in un conseguente maggiore capitale (rendita) a scadenza.

Chi investe in un fondo pensione non può limitarsi a confrontare quanto ha investito con quanto vale oggi il suo investimento, ma deve tener sempre presente che una parte dei propri versamenti è finanziato direttamente dallo Stato attraverso la deducibilità dei contributi versati e dunque attraverso il risparmio sulle tasse annualmente pagate.​

E’ opportuno infine considerare che i benefici fiscali non si esauriscono nella fase di contribuzione. I​l risparmio previdenziale risulta tanto più vantaggioso quanto più lungo è il periodo di accumulazione: la tassazione delle somme annualmente dedotte è rinviata nel tempo al momento di percezione della prestazione e avverrà ad un'aliquota di tassazione più bassa di quella marginale del contribuente: a seconda del reddito dichiarato dal contribuente, oggi si possono dedurre i contributi al 23%, 27%, 38%, 41% o 43% subendo alla fine una tassazione via via inferiore (nei primi 15 anni di partecipazione nel fondo l’aliquota di tassazione prevista è pari al 15%, e successivamente si riduce di uno 0,30% l’anno fino ad un’aliquota minima del 9% per un periodo di partecipazione di almeno 35 anni).