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La view di ANIMA

​Nel breve periodo La rilevanza dei rischi politici giustifica il mantenimento di un approccio tatticamente prudente, ma cresce il focus sulla ricerca di opportunità, specie fra i segmenti di mercato più penalizzati e interessanti dal punto di vista delle valutazioni.

Investment Advisory
Autore: Investment Advisory
25 | settembre | 2018
time 4 minuti
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Nelle ultime settimane l’evoluzione dei rischi politici è rimasta il driver principale dei mercati; il flusso di notizie, diversamente da quanto accaduto nel recente passato, non è stato solo negativo. Sul fronte della politica commerciale americana, sono entrati in vigore i dazi reciproci fra Stati Uniti e Cina, ma con aliquote più contenute del previsto. In Europa da una parte le trattative sulla Brexit hanno raggiunto una fase di stallo, ma dall’altra il Governo italiano sembra intenzionato ad adottare misure di politica fiscale più conservative. Sviluppi contrastanti anche fra i Paesi Emergenti: positivi, l’aumento dei tassi in Turchia e l’espansione della linea di credito del FMI all’Argentina, negativi il fallimento dei negoziati fra lo stesso FMI e l’Ukraina e la perdurante incertezza pre-elettorale in Brasile. 

Il pur modesto ridimensionamento dei rischi politici è stato accompagnato da una stabilizzazione del dollaro e da un rafforzamento delle attività rischiose, con nuovi massimi per la Borsa americana e un recupero significativo per Europa e Giappone. Penalizzate le attività rifugio; le pressioni sulle obbligazioni governative core, peraltro, sono state accentuate da alcune evidenze di miglioramento della congiuntura in area Euro e Cina e da un diffuso aumento delle aspettative di inflazione.

Questi sviluppi hanno rafforzato la nostra convinzione che un’eventuale fase di debolezza nelle prossime settimane rappresenti un’opportunità di acquisto. Nel breve termine, infatti, i rischi politici e geopolitici potrebbero tornare a intensificarsi, con il possibile annuncio di dazi sulle auto da parte dell’Amministrazione Trump e l’incertezza per le scadenze politiche in Italia, Brasile, Stati Uniti e per Brexit. In prospettiva, però, le attività rischiose potrebbero essere supportate dall’attenuazione delle tensioni commerciali dopo le elezioni americane, da una riaccelerazione della crescita fuori dagli USA e dal consolidamento del dollaro. 

In questo contesto, si conferma un approccio tattico orientato al contenimento dei rischi, ma cresce il focus sulla ricerca di opportunità, specie fra i segmenti di mercato più penalizzati e interessanti dal punto di vista delle valutazioni

Più in dettaglio: 
 - il giudizio sulle obbligazioni governative core resta tatticamente neutrale ma strategicamente negativo. L’aspettativa di aumento dell’inflazione accentua la preferenza per i titoli inflation-linked. Confermata anche la cautela sui Titoli di Stato italiani, in attesa di maggiori dettagli sulle scelte del Governo;

 - la view sulle obbligazioni societarie è negativa: i titoli a più alto merito di credito presentano valutazioni care, gli high-yield un rischio liquidità;

 - il giudizio sulle obbligazioni emergenti rimane selettivamente positivo, confortato dal pur modesto ridimensionamento di alcuni fattori di rischio;

 - la view sui mercati azionari si conferma tatticamente cauta ma strategicamente neutrale. L’orientamento marginalmente più costruttivo sulle attività rischiose si traduce nel miglioramento del giudizio sul Giappone, che dovrebbe ritrovare il favore degli investitori per una molteplicità di fattori (maggiori garanzie di stabilità politica dopo la riconferma di Abe alla guida del Governo, valutazioni depresse, posizionamento sbilanciato degli investitori).

 - neutrale il giudizio sulle principali valute.

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