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La view di ANIMA

Nella disputa commerciale fra Stati Uniti e il resto del mondo si sta aprendo una fase cruciale, con il rischio concreto di un’estensione delle tariffe al settore auto. Pertanto un approccio tattico e orientato al contenimento dei rischi resta opportuno.

Investment Advisory
Autore: Investment Advisory
25 | luglio | 2018
time 4 minuti
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​Nel corso dell’ultimo mese non abbiamo assistito a fatti in grado di spostare significativamente i mercati e la volatilità è diminuita trasversalmente a tutte le asset class.

Il tema più importante è rimasto quello della politica commerciale americana, con gli sviluppi a livello di quadro macro e politiche monetarie in secondo piano. Il 6 luglio sono entrati in vigore i dazi imposti dagli Stati Uniti su 34 miliardi di dollari di importazioni cinesi; dopo l’annuncio di una legittima rappresaglia, sono state minacciate tariffe del 10% su altri 200 miliardi di dollari di beni, la cui applicazione tuttavia non è immediata (la fase riservata alle consultazioni pubbliche, infatti, terminerà il 30 agosto). 
Nonostante le tensioni commerciali, i mercati hanno beneficiato del flusso di notizie costruttivo legato alla pubblicazione dei risultati societari relativi al II trimestre, negli Stati Uniti e non solo. Il timido aumento della propensione al rischio che ne è derivato, unito ad un posizionamento già prudente degli investitori, hanno alimentato un modesto apprezzamento dei mercati azionari.

A nostro avviso, tuttavia, è opportuno mantenere un approccio cauto nella gestione dei portafogli. Trump deve risollevare il suo consenso in vista dell’appuntamento elettorale di novembre, in particolare dopo l’apparente accondiscendenza mostrata nei confronti di Putin durante il recente viaggio in Russia, e la sua retorica potrebbe diventare ancora più aspra. C’è il rischio non trascurabile che vengano annunciate misure dalle conseguenze economiche significative, come le tariffe sulle importazioni di auto e sulla relativa componentistica (per un controvalore dei beni interessati di quasi 350 miliardi di dollari). L’eventuale reazione negativa dei mercati potrebbe peraltro essere accentuata dalla tradizionale illiquidità estiva. 

In questo contesto, manteniamo un orientamento volto al contenimento dei rischi. In particolare: 
 - il giudizio sulle obbligazioni governative core resta strategicamente negativo e tatticamente neutrale, per quanto lo spazio di ulteriore discesa dei tassi tedeschi sia limitato. Confermata anche la cautela sui Titoli di Stato italiani, vista la perdurante incertezza politica;

 - la view sulle obbligazioni societarie è negativa: i titoli a più alto merito di credito presentano valutazioni care, gli high-yield un rischio liquidità;

 - il giudizio sulle obbligazioni emergenti rimane selettivamente positivo: le penalizzazioni subite da inizio anno sono state significative e si sono aperte opportunità tattiche di investimento nei Paesi con i fondamentali migliori;

 - la view sui mercati azionari si conferma strategicamente neutrale ma tatticamente cauta. La solidità dei fondamentali e le valutazioni non lontane dalle medie storiche sono fattori di supporto, ma nel futuro prossimo a catalizzare l’attenzione degli investitori saranno gli sviluppi sulla scena politica. In caso di intensificazione dei rischi e conseguente debolezza dei mercati, un’opportunità di acquisto potrebbe profilarsi qualora arrivasse il supporto della Fed sotto forma di una retorica più accomodante, oppure nel momento in cui Trump, preoccupato per le implicazioni economiche delle sue stesse politiche, assumesse un atteggiamento più conciliante con i propri partner commerciali; 

 - neutrale il giudizio sulle principali valute.

La flessibilità nel modulare l’esposizione direzionale al mercato e il focus sull’attività di stock-picking restano due caratteristiche distintive dello stile di gestione in questa fase di mercato.

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