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ANIMA Flash - Alta volatilità e bassa visibilità

11/02/2016

​​​​​​​Il 2016 si è aperto con un forte aumento dell’avversione al rischio, che ha spinto a un deciso ribasso delle asset class rischiose, mercati azionari in testa. Di fronte a queste turbolenze, alla forte volatilità e al permanere di elementi di incertezza, la visione di ANIMA diventa più prudente.​​​​​​​​​​​

Al di là di ogni aspettativa, anche del team gestionale di ANIMA, sui mercati stanno prevalendo i timori per un netto peggioramento della congiuntura internazionale. Una vera e propria tempesta che sta investendo senza risparmi tutte le varie aree geografiche del pianeta, proprio come nel quadro del pittore inglese Turner - considerato il “pittore della luce” per aver sperimentato nuove tecniche pittoriche ed un uso innovativo del colore -, chiamato “Tempesta di neve. Battello a vapore al largo di Harbour’s Mouth”, in quanto al centro della scena dalle tonalità predominanti bianco-gialli e giallo-azzurri, è un battello travolto all’improvviso da un vortice di acqua, vento e nuvole. L’opera, tra l’altro, è legata ad un aneddoto curioso, secondo cui l’artista eccentrico e poco convenzionale all’epoca dell’Ottocento, durante una tempesta si sarebbe fatto legare all’albero della nave per quattro ore per poter realizzare in modo più realistico il quadro stesso.

Ma torniamo ai mercati. Il contesto attuale è dovuto soprattutto all’effetto combinato di condizioni globali di liquidità più restrittive, derivanti dall’inizio della normalizzazione della politica monetaria in Usa e di un ​rallentamento dell’economia cinese, che non sembra essere del tutto sotto il controllo del suo Governo. Un aumento del costo del capitale, da un lato, e una forte pressione sui prezzi delle materie prime dall’altro, sono due effetti di tale stato di fatto. Con conseguenze sul merito di credito degli operatori più deboli e un indebolimento della crescita nei Paesi Emergenti. Un tale meccanismo tende facilmente ad auto rafforzarsi, con la debolezza di un’area che velocemente ne contagia altre, in un’economia e mercati globali sempre più interconnessi. Un esempio recente, l’acuirsi dell’incertezza anche nell’Area Euro, dove gli incoraggianti segni di ripresa dello scorso anno si stanno scontrando di fronte alle difficoltà in cui si sta ora muovendo il suo settore finanziario. Da qui la maggiore prudenza nel breve termine, in attesa di segnali positivi che pensiamo arriveranno in presenza dei seguenti fattori: la Fed che procrastini decisamente l’azione appena intrapresa di normalizzazione dei tassi (direzione in cui sembrerebbe andare in base alle ultime dichiarazioni da parte della Presidente Janet Yellen); la Bce che punti a migliorare la situazione delle banche, più cha a spingere i tassi ancora più in basso; il governo cinese che alla fine opti per una svalutazione della sua moneta, stabilizzi le sue riserve valutarie e supporti in misura maggiore la crescita interna. Un percorso né breve, né facile, ma necessario per stabilizzare i mercati e ricostituire un clima di fiducia per le famiglie, le imprese e gli investitori.

Del resto dubbi restano sulle quotazioni delle materie prime, che faticano a trovare una stabilizzazione, primo fra tutti il petrolio, protagonista di una delle correzioni più lunghe e significative della sua storia, complice l’incertezza sull’ammontare delle esportazioni dall’Iran e il livello di produzione futura dei Paesi OPEC; basti pensare che il suo prezzo è sceso sotto i 30 dollari al barile, un livello che non si vedeva dal 2004. 

​Alla luce di queste turbolenze e dell’elevata incertezza sulle prospettive di breve termine, il team gestionale di ANIMA ritiene opportuno esprimere un giudizio di cautela in generale sull’asset class azionaria e impostare un posizionamento tattico neutrale sui portafogli obbligazionari. In particolare, già nel corso del mese di dicembre, in risposta alle tensioni registrate, era stata incrementata la componente di liquidità sia nei portafogli dei nostri fondi azionari che di quelli obbligazionari, per poi cogliere le opportunità generate dalle fasi di ribasso.

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Ecco allora che si è deciso di portare a neutrale il posizionamento sulle diverse classi aventi come epicentro l’Area Euro, su cui a lungo era stata espressa una view positiva, ovvero mercato azionario Europa – che ha registrato una delle peggiori partenze di inizio anno degli ultimi decenni come mostra il Grafico 1 – e anche azionario Italia, obbligazioni governative Periferiche (compresi i Btp) e societarie; al contempo, però, è stato portato a neutrale il giudizio, per molti mesi negativo, sui titoli governativi Core, che in questa fase possono fungere da bene “rifugio”. Pertanto, nonostante venga confermata una costruttività di medio lungo periodo sull’Europa (in termini relativi ancora privilegiata a quella americana), l’attuale fase di insicurezza sta comunque penalizzando questa area geografica.​

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