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ANIMA Flash - 2017 ai nastri di partenza
19/12/2016

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Ci stiamo per lasciare alle spalle un anno significativo per i mercati finanziari. Che anno sarà il 2017? Tra rischi politici e opportunità, vediamo come orientarci in un nuovo contesto di ritorno dell’inflazione e rialzo dei tassi di interesse. ​

Il 2017 sarà l’anno della reflazione? I mercati finanziari si apprestano a lasciarsi alle spalle un 2016 controverso, ma che nella sua coda ha intrapreso un cammino di crescita economica migliore. Sono diversi i fattori che stanno contribuendo a creare questo ambiente: un risveglio dell’inflazione in diverse aree geografiche, banche centrali ancora accomodanti e una maggiore convinzione, a livello generale, che si cercherà di attuare un mix tra politiche monetarie e fiscali, con un maggior contributo da parte dei governi, in base alle loro possibilità. Tutto questo favorisce un sentiero di crescita che porta a preferire le asset class più rischiose anche per il 2017. La view di ANIMA, quindi, è quella di preferire i mercati azionari, ma sempre con prudenza.​

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Sul fronte obbligazionario la situazione richiede cautela: l’asset class si può considerare sotto pressione, dato che il rialzo dei tassi di interesse ha portato a una discesa dei titoli obbligazionari, sia governativi sia corporate. Da questa situazione nasce, quindi, la necessità di diversificare maggiormente i propri portafogli. In quest’ottica, c’è da considerare che il 2017 non sarà un anno scevro da rischi. Guardando all’area europea, il rischio politico resta in primo piano: in primavera ci saranno le elezioni presidenziali francesi, così come in autunno quelle tedesche ed eventuali risultati di “rottura” potrebbero incidere negativamente sui mercati finanziari. Da capire anche come evolverà la situazione in Italia e quando verranno indette nuove elezioni dopo la formazione del nuovo esecutivo formato da Paolo Gentiloni dopo le dimissioni di Matteo Renzi dalla carica di presidente del Consiglio. Non solo: in Gran Bretagna bisognerà monitorare anche l’andamento del processo di “Brexit”, che secondo quanto affermato il primo ministro Theresa May, inizieranno entro la fine di marzo. 

​Dal lato americano, invece, si dovrà valutare come la Federal Reserve continuerà a comportarsi dopo il rialzo dei tassi di metà dicembre, dettato dalla salita delle prospettive di inflazione, unito alla situazione del mercato del lavoro che presenta piena occupazione e salari in crescita. La stima sulla crescita del Pil Usa è stata rivista al rialzo. Ora le mosse dei banchieri americani - proiettate sul prossimo anno - prevedono in media tre incrementi da un quarto di punto del costo del denaro, dai due stimati nel settembre scorso. Capitolo Cina: la seconda economia del pianeta nel 2016 è stata capace di gestire il proprio rallentamento di crescita. Il Dragone è riuscito nel contenimento soprattutto grazie ai fortissimi stimoli derivanti dalla politica economica e, quindi, bisognerà restare alla finestra per monitorare come si svilupperà la situazione anche nel corso del 2017, per verificare che impatti potrebbe avere a livello globale. 

Per tutti questi motivi, la view generale di ANIMA per il 2017 è quella di privilegiare moderatamente le asset class più rischiose, come l’azionario, mettendo in cima alla lista un’ancor maggiore diversificazione dei portafogli. Sul fronte obbligazionario, invece, è consigliabile cercare soluzioni di investimento, come i fondi flessibili. ​

Il documento completo è disponibile in Area Premium (solo per operatori professionali), per scaricarlo clicc​a​ qui.​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​