Trascrizione della Videochat ANIMA di giovedi 05 luglio. Partecipano: Eugenia Atrei (gestore azionario), Luca Noto (gestore obbligazionario) e Diego Saltarella (relationship manager). Moderatore: Daniele Lami.
Elenco Domande
- Fondi obbligazionari: I vari incontri-vertici di giugno per risolvere la crisi in Europa hanno incontrato le vostre aspettative? Cosa state facendo sui fondi obbligazionari dopo l’accordo del consiglio europeo?
- Azionario Europa: In Europa quale paese vedete meglio a livello azionario? La Germania?
- Perchè investire: Perché investire in queste settimane? Non è meglio cercare di capire cosa potrà avvenire?
- Scenario Europa: Con le proposte di Monti accettate dalla Merkel, ad esempio lo scudo salva-spread, è finito tutto oppure sarà l'ennesimo flop che non riuscirà a salvare la situazione?
- Banche e titoli finanziari: Banche e titoli finanziari, ormai costantemente declassati e deprezzati, rappresentano ai prezzi attuali una buona opportunità?
- Fondo Salvadanaio: Ho investito nel fondo Salvadanaio per evitare rischi. Cosa faccio per il futuro?
- Fondi Traguardo & Anima Liquidità: In questi ultimi giorni ho visto un apprezzamento dei valori nei fondi Anima Traguardo e invece una lieve, anche se costante, erosione di quelli del fondo Anima Liquidità. Come mai? In fondo sono tutti investiti sul mercato obbligazionario.
- Mercati asiatici: In questo momento così complesso, cosa ci si può attendere dai mercati asiatici. Riusciranno a essere ancora una potenzialità , dal punto di vista degli investimenti?
- Ratio equity euro: Ritenete gli attuali ratio sull'equity euro interessanti?
- Posizionamento su Bund: Nell'ottica di medio termine ritenete corretto un posizionamento corto su Bund?
- Titoli del settore agricoltura: Nel settore agricoltura ritenete interessante sovrapesare titoli legati ai fertilizzanti visto l'aumento della popolazione mondiale?
- Titoli azionari con un basso Beta: Alcuni operatori consigliano di scegliere titoli azionari che hanno un basso Beta, quale fondo della vostra gamma può soddisfare tale richiesta?
- Accordo su Fiscal Compact: Pensate si arrivi in tempi brevi ad un accordo sul Fiscal Compact in ambito europeo?
Risposte
Domanda posta da Giulio
I vari incontri-vertici di giugno per risolvere la crisi in Europa hanno incontrato le vostre aspettative? Cosa state facendo sui fondi obbligazionari dopo l’accordo del Consiglio europeo?
Luca Noto. Avevamo definito giugno il ‘mese più lungo’ della crisi proprio perchè ci sono stati tanti eventi: le elezioni in Grecia e Francia, il meeting a Roma di alcuni Capi di Stato europei e il Consiglio Europeo. Dopo l’esito positivo delle elezioni greche, buone notizie anche dal Consiglio Europeo che ha fornito indicazioni incoraggianti su un sentiero di convergenza verso una maggiore integrazione fiscale e convergenza dei Paesi europei. Ma non abbiamo avuto la soluzione definitiva perché non esiste una soluzione singola, quanto un processo di integrazione e di convergenza verso la visione indicata nelle scorse settimane. I nostri fondi hanno atteso gli eventi e sulle notizie hanno cominciato a ripristinare delle posizioni più proattive con più rischio. Un po’ di acquisti di titoli sovrani italiani, un poco di corporate bond. Le posizioni per ogni singolo fondo oggi sono simili a quelle di inizio anno. C’è ancora molta prudenza perché il calendario continua, per esempio la riunione della Banca centrale europea di oggi, il Consiglio europeo e l’Ecofin che dovranno definire i dettagli degli accordi raggiunti la scorsa settimana e la riunione della Corte costituzionale tedesca che discuterà dell’ESM durante il week end. Non sono eventi così determinanti come quelli di giugno, ma faranno muovere il mercato. Noi siamo pronti a ripristinare delle posizioni positive sul rischio in tutti i fondi compatibilmente con le caratteristiche di ogni fondo.
Domanda posta da Lorenzo
In Europa quale Paese vedete meglio a livello azionario? La Germania?
Eugenia Atrei. Per quanto riguarda i fondamentali macro la Germania e, di seguito, la Francia sono quelli meglio posizionati. Ma nella costruzione di un portafoglio azionario io privilegerei piuttosto una diversificazione. Va bene avere Germania, va bene avere Francia, ma in un paniere possono trovare posto dei titoli italiani e spagnoli che potrebbero far avvantaggiare l’investitore di un eventuale cammino positivo verso una risoluzione della crisi europea. Si tratta di un cammino magari non breve, ma ci sono delle notizie positive che potrebbero continuare ad emergere da appuntamenti e meeting e beneficiare i titoli italiani e spagnoli.
Domanda posta da Frarimbo
Perché investire in queste settimane ? Non è meglio cercare di capire cosa potrà avvenire?
Diego Saltarella. Quello che il nostro interlocutore ha posto è il problema del market timing. Noi non sappiamo quando sia meglio investire. Sicuramente quelli che viviamo sono mesi densi di notizie che potrebbero cambiare gli scenari futuri. Se non sappiamo quando, sappiamo che esistono delle metodologie per investire tenendo in considerazione le proprie esigenze, la diversificazione in termini di strumenti e periodo di investimento, con l’approccio graduale che per l’investitore è costituito dai piani di accumulo, questo da soddisfazione indipendentemente dai segnali che dobbiamo aspettarci dal futuro.
Domanda posta da Pasquale e Stefano
Con le proposte di Monti accettate dalla Merkel per esempio lo scudo salva spread è finito tutto oppure sarà l'ennesimo flop che non riuscirà a salvare la situazione.
Luca Noto. Noi lo viviamo come uno scontro fra due persone o fra due Stati, ma non è così: il Consiglio europeo è alla ricerca di compromessi per tutta l’Europa. Il peso della Francia ad esempio, è più importante di quello italiano. Quanto allo scudo salva-spread quella decisa è una apertura verso qualcosa che probabilmente non servirà mai in Italia. Si è trovato un accordo per definire entro l’anno una road map per una unione fiscale o bancaria o una protezione bancaria europea. Sono fattori che aprono verso una maggiore collaborazione che è quello che serve. I problemi più grossi che abbiamo visto sono stati i disaccordi fra Germania e Francia, non fra Italia e Germania. L'intervento di Monti, l’ammorbidimento della Merkel e la collaborazione dei francesi aprono la strada a una soluzione che non avverrà all'improvviso. Non c'è un unico evento che ci farà dire “da oggi compriamo”: è un lungo processo e ogni giorno ci saranno delle sorprese positive o delle delusioni: l’importante e tracciare un percorso all'interno del quale poter impostare un processo di investimento di medio periodo. Vorrei aggiungere che una delle conseguenze già ottenute è che si parla molto meno di rischio denominazione. Nei mesi precedenti si parlava di investire in valuta estera per proteggersi da una paventata ridenominazione dei titoli italiani in euro. Questo rischio si è ridotto e quindi non è più necessario estremizzare la diversificazione investendo oltre quanto sarebbe giusto su valute che non siamo l'euro. E’ un esempio di come – al di là dello scudo salva-spread e di altri fattori - sia ricominciato un processo di risoluzione della crisi. Sarà lungo, ci saranno dei passi falsi, ma è cominciato.
Domanda posta da Tommaso
Banche e titoli finanziari, ormai costantemente declassati e deprezzati, rappresentano ai prezzi attuali una buona opportunità?
Eugenia Atrei. Sì, è vero: le valutazioni dei titoli finanziari sono effettivamente molto basse in Europa rispetto all’America oppure al Regno Unito, e possono costituire, alla luce di quel che è avvenuto nell’ultimo Consiglio Europeo di fine giugno, una base. Perché banche e finanziari sono andati così male? Perché c’è un legame strettissimo fra i titoli di debito sovrano e i titoli delle banche che li detengono. Le decisioni prese tra il 28 e il 29 giugno hanno cercato di spezzare questo legame così diretto. Si parla molto di una unione bancaria che possa avvenire nel futuro sotto la supervisione della Bce. Si è deciso che l'ESM potrà, a certe condizioni, iniettare soldi direttamente nelle banche senza dover concedere un prestito allo Stato al quale la banca appartiene. Questo potrebbe interrompere il legame fra debito sovrano e banca. I rischi però non sono completamente finiti, perché le banche sono legate all’andamento del Pil e in una congiuntura come quella di oggi è difficile per una banca incrementare i propri margini. Sicuramente viene meno parte del rischio percepito a causa del debito sovrano e in un orizzonte di medio periodo si può forse iniziare ad accumulare qualche posizione.
Domanda posta da Massimiliano
Ho investito nel fondo Salvadanaio per evitare rischi. Cosa faccio per il futuro?
Diego Saltarella. Ci mancano moltissime informazioni per dare una risposta precisa, La frase ‘per evitare rischi' è un segnale importante sulla sua capacita di rispondere alla volatilità. Le direi di valutare quanto è forte la sua esigenza di evitare rischi. Se lo è, il suggerimento è restare su investimenti tranquilli altrimenti è il caso forse di inserire nel portafoglio prodotti leggermente più rischiosi per andare a cogliere nuovi obiettivi di rendimento.
Domanda posta da Andrea
In questi ultimi giorni ho visto un apprezzamento dei valori nei fondi Anima Traguardo e invece una lieve, anche se costante, erosione di quelli del fondo Anima Liquidità. Come mai? In fondo sono tutti investiti sul mercato obbligazionario.
Luca Noto. Sono due profili obbligazionari diversi:
Anima Liquidità ha iniziato l’anno con un forte peso in corporate, ma nel periodo febbraio-marzo questa parte corporate è stata di molto alleggerita e ora il fondo è più vicino al nuovo benchmark e investe in titoli con un orizzonte temporale molto ridotto e da qui in avanti farà il suo lavoro. Da inizio anno il fondo ha dato un rendimento del 4% che per un fondo di liquidità in questo frangente è eccezionale: la quota di oggi è al massimo dell’anno. C'è una costante crescita che un fondo liquidità deve portare. Se il mercato andrà nella direzione che auspichiamo una nuova ripresa dell'equity e interesse su corporate e Btp,
Anima Liquidità non farà la stessa performance di inizio anno perché ha una asset allocation concentrata su titoli a basso rischio e bassa
duration. Nei
fondi Anima Traguardo è invece diverso.
Diego Saltarella. Parliamo spesso di ‘fondi obbligazionari', ma ci sono accezioni diverse del termine e solo su questa base si possono fare confronti. Nel nostro sito
www.animasgr.it presentiamo da sempre le schede tecniche di ogni fondo e i portafogli dove si vedono tutte le variabili duration: titoli, paesi emittenti e valuta. Informazioni che possano dare un quadro preciso degli investimento fatti dal fondo e permettono di valutare le performance di diversi fondi.
Domanda posta da Carmela
In questo momento così complesso, cosa ci si può attendere dai mercati asiatici. Riusciranno a essere ancora una potenzialità dal punto di vista degli investimenti?
Eugenia Atrei. Sul medio lungo termine potranno offrire ancora dei ritorni interessanti, ma nel breve medio non è l’area che preferiamo in assoluto. In India e Cina la crescita è in diminuzione e anche se è interessante non sappiamo quanto sarà importante questo processo di decelerazione della crescita. Anche le armi che hanno a disposizione le autorità di politica fiscale e monetaria sono limitate. In Cina le autorità non vogliono spingere molto sugli investimenti ed essere troppo aggressivi nella politica monetaria per non rischiare una inflazione elevata. In Cina si potrebbe guardare a titoli relativi ai consumi domestici, parche il consumatore sempre più sofisticato con un reddito in aumento cerca standard più elevati. Comunque nei nostri portafogli globali stiamo sovrappesando maggiormente l’Europa perché ci sembra che le valutazioni su questa area siano più interessanti rispetto ai Paesi asiatici e un eventuale cammino fatto di piccoli passi verso la risoluzione della crisi europea possa dare un maggiore risultato anche in termini di investimenti azionari.
Domanda posta da Michele
Ritenete gli attuali ratio sull'equity euro interessanti?
Eugenia Atrei. Le valutazioni sono abbastanza interessanti, però non investirei ora in modo massiccio. Abbiamo davanti una reporting season che sarà molto difficile e non sappiamo quale outlook verrà dato dalle aziende per la seconda parte dell’anno. Ci troviamo in una congiuntura molto grave e per essere più tranquilli bisognerebbe vedere gli indicatori macro che si stabilizzano: sono invece in deterioramento. In più nella risoluzione della crisi europea si sono fatti passi avanti, ma mancano ancora dei supporti e delle azioni importanti per la crescita che è centrale per l’equity e mancano delle riforme strutturali.
Domanda posta da Michele
Nell'ottica di medio termine ritenete corretto un posizionamento corto su Bund?
Luca Noto. Anche se ha a disposizione un portafoglio con strumenti avanzati non andrei corto. E’ vero: i titoli di Stato tedeschi sono davvero molto cari, ma questa sopravvalutazione potrebbe durare a lungo. Da quasi 8-9 mesi le quotazioni sono lontane dai valori di equilibrio corretti del titoli. Questo riflette un eccesso di domanda per titoli
free risk che non risponde a valori fondamentali, ma a paure conseguenti alla crisi europea o alla crisi che si potrebbe aprire in caso di eventi non controllabili. Il Bund rispecchia la paura del mercato che si riversa sul titolo più sicuro in Europa in caso di rottura dell’area euro. Noi diciamo che tutto l’obbligazionario sovrano della core Europe nel medio non è investibile, ma meglio non fare
market timing e lasciar scegliere a un investitore professionale se 'shortare' il Bund. Noi non lo abbiamo ancora fatto: il mercato ci dirà quando farlo. Noi pensiamo che sia molto caro e che non ha senso per un investitore comprare un titolo sovrano tedesco a 2 anni con un rendimento zero. Però nei nostri fondi il Bund c'è, perché stabilizza il portafoglio. Se recentemente i nostri i portafogli hanno mostrato minor volatilità, è anche perché c’era un investimento in Germania.
Domanda posta da Michele
Nel settore agricoltura ritenete interessante sovrapesare titoli legati ai fertilizzanti visto l'aumento della popolazione mondiale?
Eugenia Atrei. Nei nostri portafogli una piccola posizione sui fertilizzanti c’è. E’ una nicchia molto particolare del settore chimico che può presentare anche una elevata volatilità e che è collegata a fattori demografici nel medio e lungo termine positivi così come al prezzo del petrolio e a fattori climatici nel breve. In questo momento tatticamente potrebbe essere interessante averli perché la siccità in Nord America ha fatto aumentare il prezzo di grano e frumento in modo significativo e anche i titoli dei produttori americani si sono apprezzati quelli europei invece sono rimasti un poco indietro e potrebbero rappresentare una opportunità.
Domanda posta da Luigi
Alcuni operatori consigliano di scegliere titoli azionari che hanno un basso Beta, quale fondo della vostra gamma può soddisfare tale richiesta?
Diego Saltarella. Nei nostri portafogli azionari ci sono titoli con un beta relativamente più basso, ma se l’obiettivo dell'investitore è tenere controllata la volatilità nei fondi azionari, un suggerimento è di valutare, una volta guardati i prospetti informativi, i fondi della nostra Linea Strategie che approcciano il mercato azionario in modo diverso andando a tenere sotto controllo la volatilità.
Domanda posta da Luigi
Pensate si arrivi in tempi brevi ad un accordo sul Fiscal Compact in ambito europeo?
Luca Noto E’ previsto che sia approvato entro fine anno e molti paesi lo hanno già fatto. L’implementazione inizierà fra il 2015 e il 2016. E’ il primo passo. In questa crisi non c’è un unico evento che modifica tutto: il cosiddetto ‘bazooka’ o la bacchetta magica. E’ il percorso giorno dopo giorno di una visione che sarà raggiunta in 2, 3 o 5 anni. Se si perde la strada, il mercato perde la testa, ma i singoli eventi distraggono il mercato.
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Avvertenze: le opinioni e il contenuto delle risposte non costituiscono una raccomandazione, un consiglio o un invito ad effettuare operazioni finanziarie di investimento. L'adeguatezza/appropriatezza delle singole operazioni deve essere valutata in funzione delle esigenze, della situazione finanziaria e dell'orizzonte temporale del singolo investitore.
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