Seconda edizione dell’Osservatorio ANIMA sul risparmio delle famiglie italiane
Aumenta la prudenza nelle spese e negli investimenti personali
Il risparmio è il primo progetto degli italiani
Immobili, titoli di Stato e prodotti finanziari “protetti” in cima alle preferenze degli investitori
La crisi ha insegnato agli italiani ad essere più prudenti nelle spese e negli investimenti personali, a privilegiare la protezione del capitale investito al rendimento, ma non a rinunciare drasticamente ai propri progetti di vita.
E’ quanto rivela la seconda edizione dell’ Osservatorio ANIMA, – la prima risale allo scorso mese di giugno - l’indagine realizzata da ANIMA Sgr, il maggior operatore indipendente del risparmio gestito italiano, in collaborazione con la società di ricerche di mercato GFK Eurisko, e volta a comprendere come le famiglie italiane gestiscono i risparmi in funzione dei loro programmi futuri. L’analisi ha una frequenza trimestrale e coinvolge un campione di circa 550 italiani “bancarizzati” (cioè titolari di conto corrente maggiorenni)
Di seguito le principali evidenze.
Nonostante tutto la progettualità delle famiglie “resiste”
La crisi del debito nell’Eurozona ha messo in questi ultimi anni a dura prova l’economia italiana, rallentando lo sviluppo e la crescita; tuttavia la presenza di “progetti” di risparmio o investimento è rilevante per la maggior parte degli intervistati (55%), se pur in misura minore rispetto alla precendente osservazione di giugno (62%).
Prevalgono i progetti di risparmio: la costruzione di una “riserva” da dedicare alla realizzazione dei progetti, ma anche per emergenze, imprevisti (23%) e l’accumulazione di un capitale di sicurezza (13%).
I progetti di “spesa” sono soggetti a fenomeni stagionali: se a giugno il 29% aveva come obiettivo le vacanze (oggi il 13%), la ripresa dell’anno scolastico pone l’attenzione sull’istruzione dei figli (12%).
L’acquisto o ristrutturazione di immobili è stabilmente tra i primi progetti (9% rispetto al 7% di giugno).
In crescita la “spending review” fra le mura di casa
Cresce la percentuale di famiglie italiane che sceglie la strada dell’oculatezza nella gestione delle risorse: il 78% degli intervistati con “progetti” in mente dichiara di volerli realizzare attraverso una riduzione delle spese superflue (giugno: 68%), il 16% è disposto addirittura a tagliare le spese importanti (giugno: 13%).
Il clima di incertezza si riflette anche nella riduzione del numero di intervistati che si dichiara pronto a utilizzare i risparmi messi già da parte: 9% rispetto al 14% della precedente rilevazione.
Stabile l’interesse per l’investimeno in immobili e titoli di stato
L’investimento in immobili si conferma al primo posto tra le preferenze di investimento degli italiani (24% rispetto al 25% di giugno), seguito dai titoli di Stato italiani (9% rispetto al 10% di giugno). Seguono, con percentuali inferiori al 5%, le altre forme di investimento in prodotti finanziari.
Alla ricerca di soluzioni di investimento “protette”
Le caratteristiche più richieste in un prodotto di investimento finanziario sono la presenza di meccanismi di “protezione” del capitale investito (49% - giugno: 46%) e di un rendimento minimo garantito (33% - giugno: 35%).
Seguono i costi contenuti (21% - giugno: 20%) e la semplicità con cui è possibile effettuare l’investimento (15% - giugno: 12%).
Importanti infine la relazione di fiducia e la notorietà dell’intermediario che propone la soluzione di investimento (17% - giugno: 18%) e l’insieme delle caratteristiche di servizio, come la trasparenza delle informazioni e i servizi di assistenza (13% - giugno: 12%).
Nota metodologica
Il presente documento contiene i risultati della seconda rilevazione dell’Osservatorio Anima. L’indagine è stata condotta da Gfk Eurisko tra il 3 e il 7 settembre 2012 ed è costituita nel complesso da 550 interviste a persone rappresentative della popolazione italiana (bancarizzati dai 18 anni in su). Il questionario contiene domande standard su cui costruire un trend di medio lungo periodo e relative ai progetti degli italiani e alle strategie per realizzarli, al possesso attuale e alla soddisfazione per prodotti di risparmio/investimento nonchè a prefigurazioni. Il questionario è altresì costituito da domande non ricorrenti legate all’attualità.